Opinione della Settimana

L’allarme di Munich Re sui tassi troppo bassi

«Una sfida maggiore della volatilità dei mercati»

Munich Re, il primo gruppo mondiale nel settore delle riassicurazioni, non ha esitato ieri a dichiarare che i tassi di interesse troppo bassi «rappresentano una sfida molto più seria di quella della volatilità dei mercati o del peggioramento dell’economia globale». Certo parla dal punto di vista del suo business, ma rilancia il tema delle controindicazioni dei tassi reali negativi. E il suo chief executive, Nikolaus von Bomhard (nella foto), ha ribadito di essere in favore di un sistema bancario che separi le attività di investment banking da altre attività bancarie, per ridurre i rischi sistemici potenzialmente derivanti dai problemi di un singolo istituto: una posizione che aveva espresso anche a fine luglio, suscitando risentimento nella comunità bancaria tedesca. Bomhard ha solo aggiunto qualche distinguo, ma il suo messaggio è rimasto chiaro, così come quello per cui non vede problemi, invece, nel fatto che una banca possieda una compagnia assicurativa o viceversa.

Il settore delle riassicurazioni magari fa poco notizia, ma presenta grandi isole felici – non di nicchia – nel mondo finanziario, premiate dalle Borse per i risultati positivi e le solide prospettive. Proprio Munich Re ha alzato ieri le sue stime per l’ esercizio annuale dopo risultati semestrali superiori alle attese: i profitti per 1,6 miliardi conseguiti nel primo semestre consentiranno di battere il target di 2,5 miliardi per l’intero 2012. Nel secondo trimestre l’utile netto è salito oltre le aspettative a 808 milioni di euro rispetto ai 736 milioni dello stesso periodo del 2011.

Certo conta molto il fatto che gli oneri per i disastri naturali quest’anno appaiano assai minori di quelli dell’anno scorso. Se le azioni di Munich Re, con il loro balzo del 25% da inizio anno, hanno avuto una buona performance, ancora meglio hanno fatto quelle delle rivali Swiss Re e Hanover Re. Su questa solidità di fondo del business poggia l’atteggiamento di sicurezza e relativo ottimismo che appare riscontrabile tra non pochi top manager del settore.

Comunque anche Munich Re ha continuato a ridurre progressivamente l’esposizione al debito sovrano dell’Europa meridionale e rispetto a un anno fa il suo portafoglio di titoli italiani è sceso da 5,3 a 2,4 miliardi di euro, mentre quello “spagnolo” si è contratto del 40% a 1,2 miliardi di euro.

Autore: Stefano Carrer – Il Sole 24 Ore

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