Opinione della Settimana

Rc auto a Napoli, stangata sui virtuosi: in un anno +13%

L’Isvap: automobilisti in prima classe, a Napoli prezzi doppi rispetto alla media nazionale

I prezzi più alti d’Italia, anche triplicati rispetto alla media nazionale. Aumenti in quasi tutte le classi, soprattutto le più virtuose, con percentuali che nel giro di un anno superano anche il 10%. Il tutto mentre la crisi schiaccia le famiglie e le costringe in migliaia di casi a rinunciare all’auto. La polizza Rc auto resta per i napoletani un peso semplicemente insostenibile. Quella partenopea è sicuramente la provincia con i maggiori tassi di sinistrosità e di frodi legate agli stessi sinistri (una ogni 10 incidenti), ma ciò non giustifica, conti alla mano, il persistere di tariffe che si distanziano in modo siderale da quelle degli altri territori. L’ultima inchiesta dell’Isvap spazza via ogni dubbio e mette nero su bianco: una polizza auto per un 18enne napoletano arriva ancora a sfiorare i 4mila euro all’anno, quella per un uomo di mezza età addirittura risulta aumentata del 12-13%. E anche per le due ruote non va meglio, con tariffe anche vicine ai 1.500 euro, costì impensabili per chiunque non viva sotto il Vesuvio.

Il 2012 è stato ed è tuttora un anno difficilissimo per i napoletani. I dati su disoccupazione, Pil, mortalità d’impresa e credito al consumo fanno registrare all’unisono il segno meno. La povertà relativa, cioè la condizione secondo cui una famiglia non arriva a coprire tutti i costi mensili, tocca in Campania il 22,4% dei nuclei familiari. E parlando di auto, i più recenti dati dell’Aci raccontano di una perdita netta di 4.800 vetture (nel saldo tra radiazioni e nuove iscrizioni) solo a luglio. Di fronte a un quadro così deficitario, le compagnie assicurative non sono certo andate incontro alle necessità degli automobilisti, arrivando ad aumentare generalmente le tariffe nell’ultimo anno. E a Napoli non resta che «festeggiare» la conferma del primato: prezzi più alti rispetto a ogni altra città italiana e rincari nella maggior parte dei casi più gravosi che altrove.

L’Isvap ha voluto monitorare la situazione andando a realizzare proprio un’indagine sui prezzi Rc auto aggiornati ad aprile. Sotto esame sono finite undici profili di titolari di polizza per auto o moto, con differenze ben marcate sia in termini di età che di sesso, anche se dal prossimo dicembre sarà vietato per legge variare i prezzi a seconda che il contraente sia uomo o donna. Partiamo dai più giovani: secondo i dati Isvap, il prezzo medio a Napoli di una polizza per un I8enne in 14esima classe (la più costosa) è di 3.968 euro: un costo record, se si pensa che la media nazionale per lo stesso profilo è di 2.938 euro. Le altre otto categorie monitorate dall’Isvap presentano non solo prezzi da primato per Napoli, ma anche aumenti annuali considerevoli. Clamorosamente, i più colpiti dal caro-polizza sono gli automobilisti di mezza età che stazionano nelle prime classi, quelle cioè più virtuose: L’esempio più eclatante è quello del profilo di un 55enne con auto 1900cc: il prezzo medio della Rca risulta essere di 1.497 euro, con un aumento del 13,04% rispetto al 2011 e un distacco dalla media nazionale di ben 751 euro. Non va molto meglio ai 40enni napoletani: con una macchina 1200cc e una prima classe pagano mediamente 1.163 euro, contro una media italiana di 582, il tutto con un rincaro annuale dell’11,09%.

La disparità è dunque evidente, pur considerando gli elevati tassi di sinistri e tentate truffe ai danni delle compagnie. D’altra parte è lo stesso Isvap a rilevare gli aumenti: «A livello geografico, si osserva una forte differenziazione tra regioni settentrionali e regioni meridionali – si legge nell’inchiesta –. Gli incrementi, nonché i prezzi medi di listino assoluti, risultano più elevati nel blocco delle province meridionali, e più contenuti nelle province settentrionali. In generale, le province meridionali caratterizzate da consistenti incrementi sono, per la maggioranza dei profili-tipo rilevati, L’Aquila, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Potenza, Campobasso e Palermo». Qualcosa, dunque, non funziona, e le proteste aumentano. In Senato è appena arrivato un nuovo disegno di legge, presentato da Franco Pontone (Pdl) e Teresa Armato (Pd), teso a garantire proprio l’omogeneità dei premi assicurativi in tutti i territori. La battaglia resta difficile, ma aperta.

Autori: Livio Coppola e Marco Toriello – Il Mattino

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