Opinione della Settimana

Mini-salvadanai crescono

Baby investitori: Risparmiare a favore dei figli è diventato uno dei primi obiettivi delle famiglie italiane. Ecco fondi e polizze ad hoc

L’inizio della scuola è anche un’occasione per riflettere sull’importanza di risparmiare per dare più sicurezze ai propri figli o nipoti che oggi sono alle prese con una disoccupazione giovanile in crescita. D’altra parte l’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2012 del Centro Einaudi e di Intesa Sanpaolo conferma che in questa fase di crisi la vera priorità del risparmio dei cosiddetti baby boomer, ovvero la generazione dei nati tra il 1951 e il 1976, è la protezione dei figli: si risparmia soprattutto per lasciare un’eredità, per la loro istruzione e per aiutarli nei primi anni di vita autonoma.

Una conferma arriva anche dalla ricerca pan-europea 2012 di Schroders. Lo studio European Wealth Index, mette in evidenza proprio che, a differenza di altri Paesi europei, in Italia è la preoccupazione per il futuro dei giovani tra i principali a motivare la pianificazione finanziaria. Per esempio, il 23% degli italiani, preceduti solo dagli spagnoli (25%) cita fra le necessità il finanziamento dell’istruzione e degli studi universitari dei figli. Gli intervistati italiani sono anche i più propensi (13%) in Europa ad accantonare risorse per far fronte ai costi di assistenza all’infanzia. Purtroppo però, secondo l’indagine Schroders, la pianificazione previdenziale non sembra invece rappresentare un aspetto prioritario per gli italiani. Eppure il fondo pensione può essere una formula interessante per iniziare a costruire fin da piccoli un tesoretto di scorta per integrare la pensione pubblica destinata a essere sempre più magra. Anche perché i contributi versati per i familiari a carico agli strumenti di previdenza complementare possono essere dedotti dai redditi dei genitori entro il limite di 5.164,57 euro, consentendo quindi di risparmiare sulle tasse. In generale la scarsa diffusione dei prodotti di previdenza complementare tra i più giovani è stata anche causata da un’offerta che ha fatto pochi sforzi per informare i risparmiatori sui vantaggi di partire fin dalla più tenera età a costruire una rendita integrativa.

Quindi si torna al tema fondamentale dell’essere informati per tempo in modo da poter provvedere a integrare quanto sarà garantito dall’assegno pubblico. Sottolinea Giuliano Quattrone, direttore regionale Inps: «È importante che cresca la consapevolezza su quali potranno essere i futuri assegni pensionistici e proprio nel rispetto di un’equità tra generazioni mi auguro che nasca un’offerta di prodotti dedicati a padri e nonni che fin da oggi aiutino figli e nipoti a costruire un risparmio previdenziale».

Sul fronte assicurativo tradizionale, invece, le formule dedicate ai giovani sono molto più diffuse. Tutti i big offrono polizze vita legate a gestioni separate che permettono di risparmiare per pagare le rate dell’università o l’avvio di un’attività lavorativa, o semplicemente per sostenere le prime spese dei ragazzi che vanno a vivere da soli. Si tratta di prodotti che offrono un rendimento minimo garantito, in media del 2%, con punte anche del 2,25% come nel caso della polizza «I miei affetti» di Allianz Ras. Si tratta di un risultato che si consolida ogni anno ed è quindi definitivamente acquisito.

Le polizze vita legate a gestioni separate investono prevalentemente in titoli di Stato italiani e in media negli ultimi anni hanno realizzato un rendimento attorno al 4% annuo. Va detto però che solo una parte di questo rendimento viene girato al sottoscrittore, in media circa l’80%, si scende quindi al 3,5%. Ma oggi lo spread elevato permette ai gestori di acquistare titoli di Stato con rendimenti più interessanti rispetto al recente passato e quindi anche queste polizze oggi riescono ad avere una marcia in più sul fronte delle performance in una fase in cui l’inflazione continua a lievitare e oggi ha superato l’asticella del 3%. Basti pensare che nel 2011 il rendimento medio dei titoli di Stato è salito al 4,89% rispetto al 3,5% del 2009 e al 3,3% del 2010 e al 4,4% del 2007 e del 2008. Inoltre le obbligazioni sono valutate al costo storico di acquisto quindi le gestioni non risentono della volatilità dei titoli stessi.

Dalla loro questi prodotti danno la possibilità di aderire con versamenti che sono contenuti (ad esempio, il premio annuo minimo previsto da Crescita reale zerodiciotto è di 290 euro). Inoltre nella maggior parte dei casi la compagnia si prende l’onere di continuare il piano di versamenti fino a scadenza del contratto se l’assicurato muore o non è più in grado di versare i premi per invalidità. Ma bisogna fare molta attenzione ai costi, sia quelli prelevati dal premio sia quelli che gravano sulle gestioni separate, che deprimono i rendimenti. Nei documenti informativi delle polizze è pubblicato l’indicatore sintetico costo percentuale medio annuo che indica di quanto si riduce ogni anno, per effetto dei costi, il tasso di rendimento del contratto rispetto a quello di una analoga operazione non gravata da costi ed è calcolato con riferimento al premio della prestazione principale e non tiene quindi conto dei premi delle eventuali coperture complementari o accessorie. I prospetti delle polizze pubblicano quest’indicatore in base a ipotesi standard di premio e in base ai varie periodi di permanenza. Con un’avvertenza: il costo percentuale medio annuo in caso di riscatto nei primi anni di durata contrattuale può risultare significativamente superiore al costo riportato in corrispondenza del quinto anno. Ma c’è anche chi da ai primi della classe la possibilità di ridurre i costi.

La polizza Grande Avvenire con Lode di Toro offre una maggiorazione (cosiddetta lode) del capitale assicurato pari al 15% se il beneficiario si diploma con una votazione compresa tra 96/100 e 99/100 oppure pari al 25% se tale votazione è pari a 100/100. Il costo percentuale medio annuo nel caso venga riconosciuta la lode del 15% non è del 2,03% ma scende allo 0,72%, con un ulteriore sensibile riduzione nel caso di bonus del 25%.

Un’alternativa è rappresentata dai fondi a scadenza, prodotti che si pongono un target temporale prefissato. In sostanza l’approccio è: «Dimmi quando ti serviranno i soldi e al resto ci penso io». Così funzionano i pionieri dei fondi aperti a scadenza. Si tratta di prodotti caratterizzati da un obiettivo temporale che può andare da due a 30 anni. L’investitore, quindi, deve solo decidere tra quanto tempo avrà bisogno del capitale e scegliere un comparto che abbia lo stesso orizzonte. A quel punto sarà il gestore ad allocare il portafoglio tra azioni, bond e liquidità man mano che passa il tempo. In modo che negli ultimi anni il profilo del fondo sia più conservativo.

Fidelity è stata tra i primi a lanciare negli Usa e poi a importare in Italia questa formula. In Italia oltre a Fidelity hanno lanciato fondi di questo tipo anche Pioneer, Bnp Paribas e Eurizon. Con quali rendimenti messi a segno finora? Fidelity target 2020 ha registrato un rendimento annuo a tre anni del 10,8%, mentre Bnp Paribas target click 2035 del 10% annuo sempre a tre anni.

Una terza via è quella dei buoni postali, da sempre una forma di risparmio utilizzata per costruire un salvadanaio per i figli. Ci sono dei buoni postali dedicati ai minori, quindi da zero a 16 anni e sei mesi. La durata del buono dipende dall’età del minore al momento della sottoscrizione. Alla scadenza (che coincide con i 18 anni del ragazzo) rimborsa il valore nominale investito moltipllcato per un coefficiente di rivalutazione determinato in funzione del numero di anni necessari al raggiungimento della maggiore età. I buoni sono esenti da commissioni e spese, eccetto quelle di natura fiscale.

Autori: Roberta Castellarin e Paola Valentini – Milano Finanza (Estratto articolo originale)

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