Opinione della Settimana

Reale Mutua torna ai profitti

Risultato netto a 34 milioni

Il positivo trend della Rc auto e la ripresa di valore degli asset spingono gli utili di Reale Mutua (nella foto, la sede). Il gruppo assicurativo torinese ha chiuso i conti del primo semestre 2012, approvati ieri dal consiglio di amministrazione, con un utile consolidato di 34,4 milioni (-14,5 al 30 giugno 2011) che ha raggiunto i 106,4 milioni (rispetto ai -49,2 milioni nel 2011) nel bilancio civilistico della capogruppo.

Il miglioramento dei conti, nonostante gli effetti negativi del terremoto in Emilia Romagna, è ascrivibile principalmente a due componenti. La prima, industriale, riguarda il ritorno alla profittabilità nel ramo dell’assicurazione obbligatoria che ha spinto il combined ratio del gruppo (il rapporto tra l’insieme delle spese e dei premi incassati) al 96% rispetto al 99,7% dello scorso esercizio. Tutto ciò, appunto, al netto dei sinistri causati dal terremoto emiliano.

Nel 2011 la Reale Mutua aveva deciso di prendere in carico le svalutazioni di asset determinate dalla volatilità dei mercati finanziari, non avvalendosi del decreto governativo “salva bilanci” volto ad attenuare le conseguenze delle minusvalenza. Ha pertanto beneficiato più di altre compagnie della ripresa di valore avvenuta nei primi sei mesi. L’effetto – è la seconda ragione che spiega i risultati della semestrale – è stato un deciso incremento dell’utile nel bilancio civilistico mentre nel consolidato – redatto in base ai principi contabili internazionali Ifrs – si è tradotto soprattutto in un miglioramento della posizione patrimoniale della società. A fine giugno il patrimonio netto di pertinenza del gruppo ammontava a 1.641 milioni di euro, in incremento dell’8% rispetto a fine dicembre e l’indice di solvibilità aveva raggiunto il 188%, (172% a fine 2011).

Il miglioramento dei conti è avvenuto in un contesto di raccolta stagnante. I premi del lavoro diretto sono diminuiti dell’1,5% a 1,736 milioni. Di questi 1.398 milioni di euro sono attinenti ai rami danni (-1,4%) e 338 milioni di euro (-1,6%) al comparto vita.

Autore: Riccardo Sabbatini – Il Sole 24 Ore

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