Opinione della Settimana

Ania: «Troppe tasse e troppa burocrazia»

L’associazione protesta per gli inasprimenti tributari e i nuovi adempimenti in arrivo. Focarelli: introdotti vincoli eccessivi all’operatività. Il rischio reale è che aumentino le tariffe

Le compagnie sono solide, ma sul settore si sta per abbattere una mazzata fiscale. E nell’rc auto molto resta da fare per contenere costi e tariffe. Dario Focarelli (nella foto), direttore generale dell’Ania, spiega le posizione dell’associazione sui problemi aperti del settore.

Le compagnie sono state pesantemente colpite dal forte aumento degli spread: attualmente qual è la situazione?

«A fine settembre erano state recuperate le minusvalenze registrate nei mesi precedenti. Le compagnie non solo non hanno venduto i titoli italiani che avevano, ma anzi li hanno rinnovati alla scadenza. L’esposizione è passata dal 33% del 2008 all’attuale 51%, su un patrimonio complessivo di oltre quattrocento miliardi».

Qual è il punto di vista dell’Ania sul disegno di legge Stabilità?

Per il settore ci sono solo aumenti del carico fiscale. L’incremento dallo 0,35% allo 0,50% della tassazione sulle riserve tecniche vita, per esempio, comporta la necessità per le imprese di trovare oltre seicento milioni di euro. Questo può determinare tensioni sui flussi di cassa, perché la raccolta sta scendendo e aumentano i riscatti: in questa situazione, le imprese saranno costrette a vendere titoli per anticipare le somme».

E poi c’è il tetto di tremila euro alle detrazioni, che colpisce chi ha sottoscritto una polizza vita….

«Questa misura riguarda solo le polizze stipulate prima del 2001, oppure quelle che offrono una copertura contro determinati rischi. Non è certo un bel segnale: si elimina un’agevolazione per chi ha fatto un atto di previdenza. Spero vivamente che questa misura venga ridimensionata nell’ esame parlamentare».

Cosa bisogna fare per sviluppare la previdenza integrativa?

«Informare i cittadini su quello che succederà al sistema pensionistico. Malgrado l’allungamento della vita lavorativa previsto dalla Monti-Fornero, la previdenza integrativa continuerà a rimanere fondamentale».

Anche le compagnie devono fare la propria parte….

«La stanno facendo, e sono le sole a promuoverla: tanto è vero che i prodotti assicurativi sono gli unici che stanno crescendo».

Ma hanno spese medie nettamente più elevate….

«L’attività di consulenza costa, e bisogna remunerare gli intermediari. Lo sviluppo del settore, inoltre, è stato frenato anche da altri motivi».

Quali?

«In primo luogo l’impossibilità di revocare il conferimento del Tfr alla previdenza complementare. I lavoratori sono restii ad aderire se non si riesce a garantire loro che avranno rendimenti superiori a quelli della liquidazione: l’1,5%, più il 75% dell’inflazione. Con l’attuale volatilità dei mercati, però, quest’obiettivo è molto difficile da raggiungere, costerebbe troppo».

Cosa si può fare?

«Per esempio offrire una garanzia solo in determinati eventi, a cominciare dal pensionamento. E poi rendere più flessibili le agevolazioni fiscali: consentendo magari deducibilità più elevate quando si è nella fase finale della vita lavorativa, e si può versare di più».

Parliamo di Rc auto: qual è la situazione sul fronte delle tariffe?

«C’è una stabilizzazione: nei primi sei mesi dell’anno il premio medio è aumentato dell’1 per cento, contro il 5,8 per cento del 2011. Vi sono anzi i primi segnali di una tendenza alla riduzione, grazie soprattutto ai maggiori sconti praticati dagli intermediari».

Le tariffe italiane sono le più care in Europa: come si può arrivare a una riduzione stabile?

«Negli ultimi provvedimenti ci sono alcune novità positive, come la nuova disciplina delle micro-lesioni, ma mancano alcuni importanti tasselli, come le tabelle per il risarcimento di quelle più gravi, che oggi sono le più elevate in Europa. E poi vi sono misure senza senso, come l’obbligo per gli intermediari di fornire tre preventivi. Un adempimento costoso e che richiede tempo. Se proprio si vuole andare su questa strada e non si può utilizzare il preventivatore dell’ Isvap, possiamo offrirlo noi come Ania».

Perché contestate l’obbligo di avere polizze con scatola nera….

«Non siamo contrari alla scatola nera in linea di principio, tanto è vero che esistono circa un milione di contratti di questo tipo, ma riteniamo che debba essere una libera scelta delle compagnie offrirle o meno».

Il disegno di legge Stabilità prevede la libera collaborazione fra intermediari e l’obbligo per le compagnie di fornire un’area riservata dove il cliente potrà consultare la propria posizione assicurativa….

«La prima misura aumenterà i costi di distribuzione, soprattutto se fosse confermata la cosiddetta piattaforma comune, cui ci opponiamo fortemente. Quanto all’ home insurance, siamo sicuramente favorevoli al suo sviluppo, e già ci sono i tanti progetti approvati dalle imprese: ci sembra un po’ strano, però, che si debba imporre per decreto».

Autore: Roberto E. Bagnoli – CorrierEconomia

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