Opinione della Settimana

Unipol contro l’Antitrust, domani è fissata l’udienza del Tar

La compagnia bolognese ha presentato ricorso contro i paletti fissati dall’autorità di vigilanza sulla concorrenza nel matrimonio con Fonsai, chiedendo una sospensiva del provvedimento. Il processo di merito è atteso entro la fine dell’anno

E’ fissata per domani l’udienza al Tar del Lazio (nella foto) sul ricorso di Unipol contro i paletti fissati dall’Antitrust per dare il via libera all’operazione con Fonsai. Il procedimento, protocollato con il numero 11524, si concluderà nella giornata stessa di domani, con una decisione che verrà presa dal giudice in camera di consiglio. Il magistrato potrà accogliere il ricorso d’urgenza presentato dall’Unipol, con la richiesta di sospensiva del provvedimento; può al contrario respingere il ricorso o, ancora, può decidere di rinviare la decisione a quando prenderà posizione anche nel merito del ricorso; in quest’ultimo caso potrebbe contemporaneamente fissare la data della nuova udienza. Sarà quello il momento infatti in cui analizzerà i motivi sollevati da Unipol per contestare i paletti fissati dall’Antitrust nel suo disco verde condizionato all’acquisizione (e successiva fusione) di Fonsai. Udienza che si prevede entro un paio di mesi e comunque prima della fine dell’anno.

I rilievi della compagnia di assicurazione bolognese riguardano innanzitutto il perimetro di definizione delle quote di mercato nel settore dell’Rc auto (Unipol sostiene che vanno compresi anche i premi raccolti dalle compagnie estere in Italia, abbassando così la quota di mercato che la nuova compagnia si troverebbe a controllare); inoltre Unipol ritiene che siano troppo rigidi i vincoli sulla cessione delle partecipazioni azionarie ex-Fonsai, in particolare viene contestato il divieto messo dall’Antitrust di vendere le quote alle Generali medesime (per evitare che i legami con Mediobanca usciti dalla porta possano rientare in una qualche misura dalla finestra). Tra le operazioni di acquisizioni di maggiore rilievo, è probabilmente la prima volta che un dispositivo di autorizzazione alla concentrazione da parte dell’Antitrust viene contestato in tribunale da parte di chi ha ricevuto comunque il disco verde, anche se condizionato. Anche perché questi procedimenti in genere prevedono preventivamente un contraddittorio tra Autorità di vigilanza e società coinvolte nell’operazione. Domani la parola passa ai giudici.

Autore: Vittoria Puledda – La Repubblica (Articolo originale)

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