Opinione della Settimana

Generali, tempo di nomine. Venerdì i conti

Terzo interim per il Ceo Greco. Mauro Giusto lascia Trieste per diventare partner di Odgers Berndtson

Il Ceo di Generali, Mario Greco (nella foto) ha acquisito il terzo interim. Si tratta della responsabilità di direttore centrale per la comunicazione e relazioni istituzionali del gruppo. Nei giorni scorsi infatti Mauro Giusto, che ricopriva questa funzione dal dicembre 2001, ha lasciato il gruppo triestino dopo oltre dieci anni per diventare il nuovo partner di Odgers Berndtson, il secondo gruppo di “cacciatori di teste” in Europa e quinto al mondo. Una nuova sfida professionale per Giusto, 52 anni, che in Odgers Berndston si occuperà dei piani di sviluppo del mercato italiano.

A Trieste a questo punto si attende anche la nomina del Coo (chief operations officer) e del Cio (chief investment officer) che sovrintenderà sulle strategie di investimento del Leone, le altre due caselle nel management affidate ad interim al Ceo Mario Greco che in questi giorni sta parlando molto con la struttura del gruppo dopo avere costituito il comitato dei top manager che riunisce settimanalmente.

Il mercato intanto attende i risultati trimestrali di Generali che saranno diffusi venerdì. L’attenzione si concentra, oltre che su eventuali nuove nomine, anche sui tempi di attuazione del nuovo piano di Greco che sarà divulgato si prevede agli inizi di gennaio. L’attesa è che si vada verso un profondo ripensamento dell’attività – concentrandosi sul core business assicurativo – e del posizionamento geografico del gruppo. Nei giorni scorsi è stato chiuso l’accordo con l’israeliana Eliahu Insurance sulla cessione di Migdal al prezzo, rinegoziato un mese fa, di 705 milioni di euro. Sarà comunque il nuovo piano a definire le nuove Generali dell’era Greco: l’attesa è comunque che si proceda a un ripensamento del business, con possibili vendite come quella negli Usa o di Bsi lasciando invece a un secondo momento la valutazione su come, e con quali mezzi, puntare su un piano di espansione e di crescita con un focus centrato sul business assicurativo.

Intanto ci si attende che Bankitalia, come ha confermato di recente il direttore generale Fabrizio Saccomanni, spieghi se affiderà o meno a un blind trust la quota del 4,49% nel Leone motivo di potenziale conflitto visto che a breve l’istituto centrale assumerà anche la vigilanza assicurativa con l’Ivass.

Fonte: Il Piccolo

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