Opinione della Settimana

Truffe assicurative: in Inghilterra costano 400 milioni

Contro le frodi assicurative inglesi vigila l’IFB, un dipartimento della polizia che contrasta gli incidenti falsi

Aldilà della Manica lo chiamano “Crash for Cash” ma da noi è più conosciuto come frode assicurativa, il fenomeno che ha giustificato l’impennata incontrollata delle garanzie RC auto in Italia quanto in Inghilterra. Il meccanismo non nasconde nulla di sorprendente: basta coinvolgere incaute vittime inconsapevoli (o compiacenti) e simulare incidenti stradali anche gravi, chiedendo enormi somme di risarcimento per danni materiali, disagi economici e lesioni fisiche che non esistono alle compagnie assicurative. A stupire, invece, sono le fitte organizzazioni smascherate dall’IFB, formate da bande organizzate che mettono in atto il meccanismo criminoso reclutando professionisti del settore tecnico, legale e ospedaliero e producono un costo per le tasche degli automobilisti diligenti di 392 milioni di sterline.

1 SU 7 E’ FALSO – Secondo l’IFB, il Dipartimento frodi assicurative che lavora a stretto contatto con la Polizia inglese, il buco finanziario provocato dalle truffe alle assicurazioni è diventato così dilagante da richiedere la collaborazione attiva dei cittadini, le vere vittime degli incidenti fasulli. Dalla sua istituzione nel 2006, l’IFB ha scoperto 69.500 richieste di risarcimento gonfiate per incidenti mai accaduti e lesioni fisiche, di passeggeri chiamati a rilasciare testimonianze ingannevoli ma certificate da medici e legali corrotti. Per dare uno strumento valido agli automobilisti inglesi, su cui grava il recupero collettivo dei crediti attraverso l’aumento delle polizze assicurative, è stata dedicata la linea telefonica Crimestoppers invitandoli a denunciare o fornire in forma anonima utili dettagli sui truffatori del sistemaCrash for Cash‘.

IL DANNO E LA BEFFA – “I truffatori non truffano solo il settore assicurativo; rubano dalla tasca di ogni contraente onesto il cui premio aumenta per coprire i costi di ogni frode. Ma il ‘Crash for Cash’, comporta rischi ancora più grandi per la società: i truffatori, motivati da avidità, stanno giocando con la vita degli automobilisti innocenti deliberatamente, provocando incidenti su e giù per il paese” ha dichiarato David Neave, presidente dell’IFB. “Le frodi ‘Crash for Cash’ fruttano a bande criminali organizzate milioni di sterline, che utilizzando per finanziare altri reati che affliggono la nostra società, comprese le armi da fuoco illegali, spaccio di droga e la tratta di esseri umani” ha concluso Neave prima di commentare i traguardi raggiunti dall’IFB fino ad oggi.

CI SONO ANCHE I VOLONTARI – Un’indagine condotta in Inghilterra da Ipsos MORI, agenzia che conduce ricerche di mercato, ha rivelato che tra gli intervistati almeno 1 su 10 ha partecipato a una frode Crash for Cash, o ha pensato di farlo. Ma non sempre tutto fila liscio anche per i criminali, infatti, dal 2006 a oggi l’IFB ha monitorato attivamente il panorama dei risarcimenti assicurativi al fianco dei poliziotti, assicurando alla giustizia inglese società di recupero e di stoccaggio veicoli, meccanici, auto carrozzerie di riparazione, medici e avvocati tra i professionisti corrotti o indotti a contribuire all’attività illecita di frode. Ben 40 organizzazioni sono state smantellate, sventando truffe assicurative per un valore complessivo di 66.6 milioni di sterline. In Italia le cose non vanno meglio e la speranza degli automobilisti onesti di rivedere le tariffe ritoccate al ribasso risiede nell’operato del sistema anti-frodi IVASS che da poco ha sostituito l’ISVAP. Riuscirà il nuovo archivio italiano anti-frodi a liberare gli italiani virtuosi dal meccanismo irreversibile del caro assicurazione, che continua a incepparsi dallo sblocco delle tariffe assicurative ordinato al Governo nel 2000? Di acqua ne è passato sotto i ponti e da allora la libera commercializzazione dei prodotti di assicurazione nell’Unione europea, sostenuta a Bruxelles, è costata fin troppo a chi continua a resistere alla tentazione di esporre sul parabrezza un tagliando falso, piuttosto che alimentare la fornace dell’illegalità.

Fonte: SicurAUTO.it (Articolo originale)

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