Opinione della Settimana

La strategia del Professore: fare spazio al secondo pilastro

Far crescere la galassia italiana dei fondi integrativi, il cosiddetto secondo pilastro dell’assistenza sanitaria. Ma anche raggranellare altri 2 miliardi dai nuovi ticket con franchigia annessa per fasce di reddito, che dovrebbero decollare nel 2014 scaricando altri 2 miliardi sui cittadini. E poi, chissà, già dal prossimo anno il rischio sempre più concreto dei tagli ai Lea: le prestazioni oggi gratuite o quasi, che domani potremmo pagarci di tasca nostra. Tra misure già a portata di mano e altre lasciate come eredità al prossimo Governo (chissà se a sé stesso), al di là delle precisazioni successive la strategia di Mario Monti sulla sanità è abbastanza chiara.

Quello di ieri, insomma, non era un pensiero di sen fuggito, né una boutade. Le proiezioni a lungo termine della Ragioneria generale danno conto di uno scenario da brividi che il recente rapporto European House-Ambrosetti ha sintetizzato in poche cifre: una spesa sanitaria totale (pubblica e privata) che nel 2050 sarà di 281 miliardi, il doppio di quelle attuale, con la componente pubblica attestata da sola a 210 miliardi. Il resto lo pagheranno gli italiani. Il rischio «default» del Ssn sarebbe tutto lì.

E da lì partono le considerazioni di Monti sulla necessità di trovare modelli di finanziamento del sistema sanitario – «nessuna privatizzazione», assicura Balduzzi, oltre che di organizzazione dei servizi e delle prestazioni, come del resto già sta accadendo. L’attuale sistema, è l’analisi, presto non potrà più reggere l’onda d’urto di una spesa destinata a crescere esponenzialmente.

E la valvola dei fondi integrativi, mai abbastanza sfruttata se non negli ultimi anni con alcuni accordi di categoria a partire da quello dei chimici, rappresenterebbe il toccasana cui pensa il Professore. Che poi siano fondi integrativi puri, o chissà se anche più aperti alle assicurazioni, lo si vedrà. Certo è che i numeri attuali vedono l’Italia molto indietro: tra fondi negoziali, casse e mutue si parla (dati 2009, analisi di Grazia Labate) in Italia di circa 6,4 milioni di iscritti e di poco più di 10 milioni di assistiti. Un cammino molto grande da fare, anche da un punto di vista di aggiustamento dei carichi fiscali, considerando che gli attuali Fondi scontano oggi il peso delle manovre di questi anni e rischiano di dover sopportare costi insostenibili.

Proprio le manovre di questi anni, a partire da quelle targate Berlusconi-Tremonti per finire al Governo dei professori, nel 2012-2015 hanno colpito la sanità pubblica con tagli per 34,9 miliardi. Il prossimo anno i tagli cumulati valgono da soli 7,9 miliardi, con l’applicazione della spending review che sta creando seri imbarazzi anche nelle cosiddette “Regioni virtuose“.

E dal prossimo anno dovrebbe scattare anche il riassetto della rete ospedaliera, con meno posti-letto, primariati e piccole strutture. È piena trattativa tra Balduzzi e i governatori. Che intanto una volta sono sull’Aventino contro la legge di stabilità (tagli per 2,6 miliardi in tre anni) e che per questo oggi incontreranno al Senato i gruppi parlamentari. Proprio le Regioni d’altra parte dovrebbero dare il via libera alla riforma dei ticket che Balduzzi ha in serbo: ma sotto elezioni sarà molto difficile. D’altra parte, dovrebbe partire dal 2014. Dunque, partita per il nuovo Governo. Sempre con Monti?

Autore: Roberto Turno – Il Sole 24 Ore (Articolo originale)

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