Opinione della Settimana

Con la scatola nera cambio di strategia per le assicurazioni

Basterà la scatola nera a fare scendere le tariffe Rc Auto italiane? Riusciranno le polizze munite di dispositivo che si avvale della tecnologia satellitare a fare scendere i premi che attualmente sono il doppio di quelli pagati in Francia o Germania? O invece rischiamo di vedere salire il conto finale pagato? Lo sapremo solo una volta che saranno sistemati tutti i tasselli che mancano per completare il mosaico voluto dal Dl Liberalizzazioni (Dl 1/12 convertito dalla legge 27/12). Nel dettaglio, la nuova normativa, e in particolare l’interpretazione dell’Isvap (oggi Ivass), ha previsto che le compagnie avranno l’obbligo di proporre anche polizze con scatola nera ai loro clienti, applicando una riduzione significativa del premio. Una coercizione che è stata impugnata al Tar dall’Ania e si attende un imminente pronunciamento. «Siamo fiduciosi – spiega Vittorio Verdone, responsabile Auto dell’Ania – ma non è il solo punto che ci lascia perplessi».

Ma al di là dell’obbligo di proposta, su cui si deve ancora pronunciare il giudice amministrativo, l’applicazione definitiva della norma dipende anche dalla conclusione di un iter normativo che prevede ancora la messa a punto di tre provvedimenti interconnessi tra loro: un decreto del Ministero dei trasporti (che deve definire i requisiti della scatola nera), un decreto del Ministero dello Sviluppo economico sugli standard del software e dell’hardware (che dovranno probabilmente essere comuni a tutti gli operatori per garantire la portabilità) e il regolamento Ivass sul quale è previsto anche il parere del garante della privacy.

Non che ci volesse una legge per favorirne lo sviluppo delle black box: l’Italia è già leader non solo in Europa, ma al mondo con ben 1,2 milioni di contratti “telematici“, per premi lordi pari a 726 milioni di euro (secondo un’analisi di ATKearney). Un vero e proprio primato se si considera che nel Regno Unito le polizze telematiche stipulate nel 2012 sono state solo 300mila (100mila in Francia e Spagna e poco più di 100mila in tutti gli altri paesi europei). Anche nel resto del mondo le polizze abbinate a scatola nera sono ancora poco diffuse (se ne contano un milione nel Nord America e 400mila nell’area Asia Pacifico).

Lo sviluppo del settore si deve in buona parte al gruppo Unipol operativo dal 2003 con la sperimentazione della Unibox. Oggi il gruppo conta circa 700 mila black box installate, pari a circa il 15% dei propri clienti RCAuto. I pionieri del settore si sono trovati a dover affrontare per primi le nuove disposizioni di legge tra cui lo spinoso problema dei costi che, secondo la nuova norma, dovranno essere tutti a carico delle compagnia, mentre prima così non era. Questo rischia, paradossalmente, di avere un effetto boomerang sugli assicurati con problemi di Iva e di doppia imposizione. «Ci siamo tempestivamente adattati. Ora tutte le spese di installazione, disinstallazione, sui dispositivi in comodato, sono a nostro carico – spiega Enrico San Pietro, vice direttore generale Danni di Unipol Assicurazioni –. In coerenza con il disposto della legge riteniamo che le spese poste obbligatoriamente a carico della compagnia riguardino, infatti, i servizi accessori e strumentali all’assicurazione obbligatoria collegati alla registrazione dell’attività del veicolo in occasione di un sinistro. Mentre esulano dall’ambito di applicazione della legge e, dunque, riteniamo possano venire legittimamente posti a carico del cliente, i costi relativi a tutti gli altri servizi (forniti da Octo Telematics): ad esempio l’invio di un carro attrezzi (abbinato alla garanzia assistenza) e la ricerca di un veicolo dopo un furto o una rapina (abbinato alle garanzia Furto)». In sostanza i nuovi canoni pagati vanno da un minimo di 25,81 euro all’anno ad un massimo di 154,88 euro (nella formula col satellitare) a carico dell’assicurato.

Fonte: Plus24

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