Opinione della Settimana

La polizza telematica piace a banche e ipermercati

«Nello scenario dell’industria dell’assicurazione auto l’innovazione tecnologica può essere il perno del cambiamento. I nuovi player, banche in testa, sono favoriti. Gli operatori tradizionali dovranno rimettersi in gioco». A dirlo è Massimo Arrighi (nella foto), partner di ATKearney. Arrighi vanta una pluriennale esperienza nel settore bancario assicurativo: è stato ad di Banca Fideuram, Rasbank, Allianz Subalpina e Direttore Generale di Ras assicurazioni.

Dottor Arrighi, come si spiega la leadership dell’Italia nel settore delle polizze telematiche? 

Nei primi anni 2000 il Governo italiano sponsorizzò alcuni test pilota dell’utilizzo delle black box per frenare i costi dei risarcimenti assicurativi che stavano facendo salire molto i pezzi delle polizze auto. Unipol cavalcò bene questa opportunità e la fece diventare uno proposta assicurativa continuativa della sua offerta, contribuendo ad aprire il mercato italiano della telematica. Così in Italia, grazie all’iniziale supporto governativo, siamo partiti prima di altri paesi e per ora conserviamo il vantaggio anche se all’estero i tassi di crescita attuali e quelli previsti sono molto alti: in particolare nel Regno Unito (dove esistono addirittura comparatori tra compagnie che offrono solo polizze con black box, ndr). Solo di recente oltre confine questa tecnologia ha raggiunto volumi sufficienti per avere prezzi competitivi con le tariffe Rca meno elevate praticate negli altri Paesi.

Quali potrebbero essere i nuovi soggetti interessati al business?

Sicuramente le banche, in particolare gli istituti medio grandi, vista la loro “fame” di nuovi ricavi e la vasta base di clientela acquisita. Intesa e Cariparma sono già partite, altre hanno annunciato la partenza come il Banco Popolare e quasi tutte stanno studiando come entrare nel nuovo mercato. Le banche più piccole, come ad esempio le BCC hanno un potenziale molto elevato sotto questo profilo, ma hanno bisogno di fare partnership specifiche per poter acquisire le competenze e le conoscenze tecniche necessarie. Anche le compagnie telefoniche si stanno attrezzando, per esempio la Vodafone in Italia. La grande distribuzione organizzata è già molto attiva nel resto d’Europa, in particolare Tesco sul mercato britannico, Carrefour in Francia e Corte Ingles in Spagna. Carrefour sta entrando nella distribuzione di prodotti assicurativi nei propri supermercati e in Italia si sta attrezzando nella stessa direzione e ha da poco costituito Carrefour Banca.

Fonte: Eventiquattro (Articolo originale)

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