Opinione della Settimana

Napoli: stangata assicurazioni, pronto un progetto di legge per bloccarla

Iniziativa bipartisan, parlamentari Pd e Pdl uniti: nella provincia i costi più alti d’Italia

La battaglia napoletana sulla Rc auto è già pronta a tornare in Parlamento. Nella provincia partenopea, infatti, restano ad oggi i prezzi più alti d’Italia, anche triplicati rispetto alla media nazionale. Nel 2012 addirittura, secondo l’ultima indagine dell’Isvap (ora Ivass) si sono registrati aumenti in quasi tutte le classi, soprattutto le più virtuose, con percentuali che nel giro di un anno superano anche il 10%. Il tutto mentre la crisi schiaccia le famiglie e le costringe in migliaia di casi a rinunciare all’auto.

Da qui l’appello rivolto da Federconsumatori e comitati civici ai candidati alle Politiche, affinché riportino all’attenzione del nuovo Governo proposte di legge per uniformare le tariffe, come quella bipartisan già messa in cantiere dalla senatrice del Pd Teresa Armato e dal senatore del Pdl Franco Pontone.

I dati dell’anno scorso descrivono bene la discriminazione ai danni dei partenopei. Partiamo dai più giovani: secondo i dati Isvap, il prezzo medio a Napoli di una polizza per un 18enne in 14esima classe (la più costosa) è di 3.968 euro. Rispetto al 2011 c’è stato un calo del 5,28% ma il costo in assoluto è da record, basti pensare che la media nazionale per lo stesso profilo è di 2.938 euro. L’anno scorso le polizze per i neo-maggiorenni erano così alte che hanno beneficiato di un calo anche in altri due casi: per le moto «50» (1.555 euro, meno 0,06%) e per le «250» (1.793 euro, meno 1,31%). Peccato che in entrambi i casi i prezzi medi partenopei corrispondano al doppio delle medie nazionali (655 euro per i «50», 955 per i «250»).

Le altre otto categorie monitorate dall’Isvap presentano, invece, non solo prezzi da primato per Napoli, ma anche aumenti annuali considerevoli. Clamorosamente, i più colpiti dal caro-polizza sono gli automobilisti di mezza età che stazionano nelle prime classi, quelle cioè più virtuose: L’esempio più eclatante è quello del profilo di un 55enne di Prima Classe con auto 1900cc: il prezzo medio della Rca risulta essere di 1.497 euro, con un aumento del 13,04% rispetto al 2011 e un distacco dalla media nazionale di ben 751 euro.

Non va molto meglio ai 40enni napoletani: con una macchina 1200cc e una Prima Classe pagano mediamente 1.163 euro, contro una media italiana di 582, il tutto con un rincaro annuale dell’11,09%.

Cifre insostenibili, dunque, tanto che nei giorni scorsi è partito l’appello dei consumatori ai candidati: «Chiediamo impegni precisi per il nuovo Parlamento – si legge nel documento – Il settore assicurativo, in ambito di Rc Auto, ha bisogno di una ulteriore scossa, per diventare finalmente equo e giusto, partendo dall’ obbligo da parte delle compagnie di comunicare le statistiche in base alle quali calcolano la tariffa ed il premio per provincia di residenza». Nella sua recente presenza a Napoli il candidato premier del Pd, Pier Luigi Bersani, ha preso pubblicamente in carico il problema, e in Senato, Teresa Armato, è già pronta a promuovere il testo di legge che permetterebbe agli automobilisti virtuosi (con 5 anni senza incidenti) di beneficiare dello stesso costo della Rc Auto in qualsiasi provincia d’Italia, Napoli compresa.

«È una battaglia che abbiamo iniziato l’anno scorso, senza trovare sufficiente riscontro da altre forze politiche – dice Armato – Una volta al Governo, come già ha dichiarato Bersani, porremo fine a queste disuguaglianze insopportabili». Il caso Napoli dovrebbe trovare sponda anche nel Pdl, anche senza Pontone (non ricandidato), visto che la proposta di legge risulta condivisa da senatori ancora in corsa come Calabrò, Sibilia e Compagna, oltre che dall’Idv Nello di Nardo.

Fonte: Il Mattino (Articolo originale)

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