Opinione della Settimana

Sciopero sale parto, Palagiano (RC): Prossimo governo intervenga per calmierare polizze

“Come ginecologo aderisco alla mobilitazione di oggi e, come politico, mi auguro che il prossimo Governo dedichi maggior attenzione al contenzioso medico-legale, un problema sociale ed economico di rilevanza nazionale. Servono polizze calmierate attraverso un intervento governativo e l’estensione, ad ogni azienda sanitaria e ospedaliera, dell’obbligo assicurativo per danno causato al paziente, anche per garantire che quest’ultimo venga realmente risarcito. Invece, come emerso dall’indagine condotta dalla Commissione che presiedo, ben il 62,7% delle aziende non prevedono la copertura assicurativa per colpa grave”. Lo dichiara Antonio Palagiano (nella foto), Presidente della Commissione d’inchiesta sugli errori in campo sanitario, responsabile nazionale sanità di Idv e candidato nella lista Rivoluzione Civile.

“I dati emersi dalla nostra indagine, condotta tramite questionari, – prosegue Palagiano – parlano di una crescente e, spesso, pretestuosa conflittualità medico-paziente. Tra il 2006 e il 2011, il numero delle richieste di risarcimento è aumentato del 24% e l’incremento dei premi assicurativi versati è cresciuto del 23%. Ma, a fronte di questo, è calato del 75% l’importo complessivo dei danni effettivamente liquidati per malpractice ed errori medici. Questa differenza tra il boom di denunce di sinistri e la diminuzione degli importi liquidati mostra come la tendenza sia quella di intentare cause, a volte in modo quasi strumentale”.

“La crescita del contenzioso giudiziario e le relative richieste di risarcimenti milionari, comportano l’emissione di polizze per responsabilità professionale a prezzi sempre più elevati. La conseguenza è un clima di terrore che incrementa quella medicina difensiva, per la quale il nostro Sistema sanitario spende tra i 10 e i 14 miliardi. Il tanto lamentato incremento dei tagli cesarei, ad esempio, è un adeguamento clinico dovuto a questa situazione, oltre che alle carenze strutturali e di personale di molti punti nascita”.

“Auspicabile sarebbe infine – conclude Palagiano – un intervento legislativo per stabilire i confini tra rischio terapeutico, insito in molte procedure, e malpractice, ovvero il comportamento che si allontana dalle indicazione per la buona pratica. L’Italia, a differenza di molti altri paesi non prevede il reato di “colpa medica” e, in Europa, è l’unico Paese, insieme alla Polonia, a prevedere la perseguibilità penale degli errori clinici. Ciò significa che l’atto medico è, di fatto, equiparato ad un atto di delinquenza comune”.

Fonte: AgenParl (Articolo originale)

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