Opinione della Settimana

Quando l’assicurazione lievita e i rischi aumentano

È più difficile diventare un affermato professionista in campo medico, con anni e anni di specializzazione e di “gavetta“, o riuscire a stipulare una polizza che copra dal rischio professionale a un prezzo equo? Paradossi a parte non è un segreto che il campo sanitario sia oggetto di un fuggi fuggi generale tra le compagnie italiane: troppi rischi tra incertezza giurisprudenziale e la decisione di alcune regioni di centralizzare la gestione dei danni, trasferendo alle compagnie assicurative solo quelli di una certa entità.

Non solo ci sono pochi partecipanti alle gare degli enti pubblici – anche molti sindacati dei Lloyd’s si sono ritirati – ma anche i professionisti faticano a trovare coperture idonee appropriate a costi sostenibili. Le figure professionali più tartassate sono ginecologi, ostetrici, chirurghi estetici, ma anche ortopedici che devono sborsare anche oltre 10mila euro l’anno. Tra l’altro non è neppure facile trovare compagnie disponibili a coprire determinati rischi.

Tra le poche società a operare con la sanità c’era la genovese Faro, che copriva anche molti ospedali e Asl (oltre all’ordine degli ostestrici) e che da luglio 2011 è stata posta in liquidazione coatta amministrativa: non a caso visto il business in cui si era specializzata. L’uscita di scena delle compagnie italiane e anglosassoni ha visto comparire compagnie dell’Est Europa, come la rumena City Insurance, che assicurava il San Raffaele e che è stata inibita all’operatività dall’Isvap (oggi Ivass) e che risulta anche sotto indagine da parte delle Procure di Venezia e di Cagliari, per presunte condotte illecite nella partecipazione a gare pubbliche del settore sanitario.

Insomma come nell’Rc auto, dove in alcune zone del sud si è registrato l’abbandono da parte delle compagnie italiane, con la proliferazione di tagliandi falsi e compagnie maltesi finite in liquidazione coatta, così nel settore sanitario il rischio è che il business venga lasciato a soggetti non sempre affidabili.

Autore: Federica Pezzatti – Plus24

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