Opinione della Settimana

Contro il caro-Rca il risparmio passa dalla comparazione

Restano i divari sul territorio e tra profili ma cresce il ricorso ai preventivatori

Contro il caro-Rca forse potrà più l’impegno del singolo che un ventennio di interventi legislativi: gli incrementi dei premi non danno infatti grandi segnali di cedimento (in particolare per alcuni profili e in alcune aree del Paese) ma gli assicurati, in attesa del “contratto base” annunciato la settimana scorsa, cominciano a darsi da fare per individuare offerte più convenienti.

Il trend 

Sull’andamento dei premi qualche indicazione viene dall’ultima indagine Ivass che, per 11 tipologie standard, ha preso in esame i premi a ottobre 2012 e le variazioni rispetto a un anno prima. Ebbene (come si vede dalla tabella a fianco che riporta alcuni esempi tratti dall’indagine) tre sono gli elementi che emergono: il divario Nord-Sud, la penalizzazione dei giovani, ma anche il segnale di qualche calo.

Ad esempio – per quanto riguarda la forbice territoriale – il 40enne con vettura di piccola cilindrata nella classe di massimo sconto può cavarsela con appena 455 euro a Milano, ma a Napoli deve mettere in conto oltre 1.150. A proposito dei giovani, il 18enne, con la stessa auto ma in classe di ingresso (la Cu 14) deve sborsarne oltre 2.800 a Milano e quasi 3.600 a Napoli. Quanto alle variazioni, le più significative verso l’alto interessano sempre i giovani (uomini e donne): ad esempio una torinese su un cinquantino paga il 15% in più e il 10% in più se risiede a Palermo. I cali rilevati dall’Ivass invece si distribuiscono variamente tra i profili e sul territorio.

Tra cali e incrementi

«In realtà i profili considerati dall’Ivass sono poco diffusi: è raro che un 18enne entri nella 14ª classe perché può avvalersi della legge Bersani (la n.40/07) che consente di assegnare il secondo veicolo alla miglior classe di merito della famiglia – commenta Vittorio Verdone, direttore centrale Ania . E l’Istat, che monitora le offerte ufficiali e non i prezzi pagati dagli assicurati, segnala per la prima volta una diminuzione tra ottobre e dicembre 2012, che annualizzata si avvicina al 3%. Una svolta che trova più spiegazioni: il calo della frequenza sinistri (anche per la crisi che ha limitato il traffico sulle strade), il miglioramento della gestione tecnica che aumenta la competizione tra le imprese, la nuova normativa sulle microlesioni. Inoltre la riduzione dei prezzi sarebbe superiore in assenza degli aumenti dell’Ipt varati dalla maggioranza delle amministrazioni provinciali». Meno avrebbero inciso – secondo Verdone – le ultime misure (molte peraltro ancora da attuare), come l’obbligo dei tre preventivi, la scatola nera, l’abolizione del tacito rinnovo (già diffuso in buona parte del mercato); quanto al divieto delle distinzioni di genere, potrebbe in realtà rivelarsi penalizzante proprio per le donne, mentre il “contratto di base” semplifica certamente il confronto sui prezzi, ma rischia di irrigidire l’offerta.

Più allarmante il report di Cittadinanzattiva sui costi della Rc auto realizzato nell’ambito del progetto «Rc auto. Quanto mi costi?» cofinanziato dal Cncu: un neopatentato con un’auto 1.300 paga in media 2.800 euro (dati a dicembre 2012), ma può anche sentirsi chiedere oltre 9mila euro (caso limite rilevato a Salerno) e un 40enne senza incidenti a Napoli può arrivare a pagare oltre 1.700 euro, ma solo 335 ad Aosta.

Rimedi fai-da-te

Ma un rimedio al caro-polizze esiste ed è lo shopping, la comparazione dei preventivi. Gli italiani lo hanno capito tanto che, con l’abolizione del tacito rinnovo, nelle prime tre settimane di gennaio, secondo Facile.it, il numero di coloro che si sono rivolti ai comparatori online è aumentato del 14%, e non pochi hanno scoperto che è possibile risparmiare anche la metà rispetto alla polizza posseduta in precedenza.

Per Segugio.it, comparatore di assicurazioni online del guppo MutuiOnline, le novità in materia di Rc auto introdotte dal Dl sviluppo (abolizione del tacito rinnovo e introduzione del contratto base) potrebbero far risparmiare ai consumatori circa un miliardo di euro all’anno, spingendoli a esplorare il mercato: ora la quota di chi cambia è ferma al 10% mentre nei principali Paesi europei è circa il triplo.

Autore: Rossella Cadeo – Il Sole 24 Ore

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