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LA VOCE DEGLI INTERMEDIARI: L’EFFETTO FRANCHIGIA DEL CARO RC AUTO

All’indomani della pubblicazione da parte dell’Antitrust dei risultati relativi all’indagine conoscitiva sull’Rc Auto – che sta naturalmente alimentando tutta una serie di prese di posizione e di commenti da parte delle varie realtà del settore assicurativo (e non solo) – abbiamo ritenuto validissima una riflessione parallela pubblicata qualche giorno prima dal blog ‘Agorà degli agenti di assicurazione’ che affronta una tendenza in atto provocata dal caro tariffe

L’effetto franchigia del caro Rc Auto – Agorà degli agenti di assicurazione

Fenomeno di costume, evoluzione della specie e della nostra propensione al consumo specifico di polizze RC Auto, evidenzia nel tempo, un adattamento dei clienti/consumatori alla situazione del caro tariffe RC Auto. E così accade che con l’aumento della tariffa RCA, il cliente/consumatore modifica i propri comportamenti contestualizzandoli, adeguandoli, cioè, alle necessità del momento che sta vivendo.

Emerge una vera e propria fobia che spinge gli assicurati ad avere sotto controllo i fattori che potrebbero scatenare l’aumento del premio di polizza negli anni. In questa mutazione della specie cliente/consumatore (noi compresi), a mio giudizio si rileva una propensione all’autodifesa della propria capacità economica, ed emerge inconsapevolmente, la disponibilità consapevole di tenere in proprio una parte del rischio (alta frequenza/basso rischio), generando quello che in gergo “assicuratese” di identifica con il termine di “franchigia”.

Le tariffe RC Auto, infatti, sono sempre più pianificate a vantaggio dei clienti che conservano un attestato di rischio pulito da sinistri negli anni di osservazione. Ragion per cui, qualsiasi sinistro segnalato nel “pagellino”, fa scattare un premio più caro al momento della tariffazione del rischio. Di conseguenza, all’atto pratico, si osserva nel cliente l’attitudine spiccata a rimborsare direttamente i sinistri di piccola entità, finanche per importi superiori ai 500 €.

Si scongiura, così, di “sporcare” l’attestato di rischio e di creare quel gap sul premio che si ritroverebbe in più da pagare per tutti gli anni di osservazione, vale a dire 5 anni + 1. Sono in aumento i casi di sinistri pagati di tasca propria o riscattati con richiesta alla CONSAP, nella cui malaugurata eventualità il richiedente è costretto ad iniziare una procedura laboriosa e dissuadente che rappresenta uno dei più eclatanti esempi di burocratizzazione della pubblica amministrazione.

In conclusione il caro tariffe, a mio parere, sta producendo, oltre agli aggravi di premio, limitazioni e conseguenze, nei confronti dei assicurati, equivalenti a quelli prodotti dalle polizze con franchigia. Per dirla alla Totò: “Cornuti e mazziati”.

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