Opinione della Settimana

«Nuove fonti per il credito all’export»

Made in Italy e mercati globali: Sace al lavoro con la Cdp per lo sviluppo di comparti industriali tematici. Valorizzare gli investimenti sul brand. Castellano: serve uno strumento europeo per finanziamenti diretti. Sostegno più mirato alle Pmi

Il “pallino” di una vera Export Bank è solo una parte del tutto. Chiuso il bilancio 2012 e in vista del nuovo piano industriale, Alessandro Castellano (nella foto), amministratore delegato di Sace, mette in discussione l’intero impianto delle politiche per l’internazionalizzazione, sempre più intrecciate alla drammatica carenza di liquidità delle imprese. «L’Europa ha bisogno di un mercato dei capitali più efficiente, perché oggi è troppo condizionato dall’impiego bancario. In una fase caratterizzata da una limitata disponibilità degli intermediari finanziari a erogare credito a medio lungo termine, è necessario individuare fonti di funding alternative ai canali tradizionali».

Di qui l’idea di uno strumento centralizzato a livello europeo per il finanziamento diretto delle attività di esportazione: al prossimo governo il compito di perorare la causa a Bruxelles. Questo strumento, spiega Castellano, finanzierebbe nuove attività di export delle imprese europee erogando credito agli acquirenti stranieri alle stesse condizioni per tutti. «Il vantaggio? Si creerebbe un level palying field dell’area euro. La competizione tra esportatori della Ue si concentrerebbe quindi su qualità e prezzo del prodotto e non più sulle condizioni di finanziamento offerte agli acquirenti esteri dai singoli Paesi. La diversificazione del rischio comporterebbe un rating migliore e quindi un funding a tassi migliorativi». Alla prova dei fatti, commenta Castellano, «potrebbe rivelarsi uno strumento di funding ancora più efficace dei project bond, settore in cui Sace ha già garantito la prima operazione italiana, Andromeda, nel 2010».

Lo scorso anno il 100% della Sace è passato dal ministero dell’Economia alla Cassa depositi e prestiti, con la quale si sta mettendo a punto il nuovo piano industriale. Con Cdp e il sistema bancario è attiva la convenzione Export banca che nel 2012 ha garantito 3,2 miliardi di finanziamenti supportando esportazioni e attività di internazionalizzazione per 5,2 miliardi. «Ma la convenzione non basta ad adeguarci a realtà di finanziamento diretto all’export autonome come quelle sviluppate in Europa dalla Germania e al di fuori della Ue da potenze commerciali come Stati Uniti, Cina, Brasile, Corea». Bisognerebbe scavalcare gli steccati ideologici, dice Castellano, «ragionare nel merito: in Germania nessuno si scandalizza se Kfw ha un veicolo societario nel Delaware per fare funding in dollari, la valuta principe del commercio mondiale».

Il cda di Sace e il mandato di Castellano sono in scadenza con l’assemblea di aprile. L’a.d. ha chiuso un 2012 segnato dal calo vistoso della gestione tecnica, che ha risentito della crisi e degli indennizzi liquidati agli esportatori italiani, compensato dall’andamento della gestione finanziaria. «Nell’arco degli ultimi otto anni, a partire dalla trasformazione in spa, il contesto in cui in tutto il mondo operano società come la Sace è profondamente cambiato, con il ribaltamento delle proporzioni tra rischio politico-sovrano e rischio privato, che nel nostro caso oggi sono rispettivamente al 13 e all’87%. Questo presuppone la capacità di valutare il merito di credito di singoli debitori e la sostenibilità di progetti complessi in pressoché ogni settore e Paese. Senza competenze di questo tipo, il rischio è di accollarsi ingenti perdite, come avvenuto in passato».

Le linee strategiche future? Castellano vede per Sace un raddoppio della rete sul territorio, «fino a raggiungere 22-25 centri», e un impegno più stretto con la Cassa depositi e prestiti per lo sviluppo di comparti industriali tematici. «L’idea è quella di concentrarsi su filiere di aziende di eccellenza e spingerle all’estero». È da riscrivere l’impostazione di fondo: «Il pensiero tradizionale dell’export basato su prodotti fatti in Italia è fuori dal tempo. Se un frigorifero è destinato in Cina, deve essere dimensionato in un certo modo e con un certo tipo di apparecchiature, e non può che esser prodotto in Cina. Per cui tutta la filiera deve essere ripensata, ma anche la promozione, l’individuazione dei Paesi dove andare, il sostegno a chi investe nella valorizzazione del brand in un mondo che si va amalgamando». Un riferimento di eccellenza, secondo Castellano, è la Sace giapponese che, con il 91% di finanziamenti per investimenti diretti esteri e solo il 9% di finanziamenti all’export (nel 1970 era 26% contro 74%), ha contribuito alla trasformazione di aziende domestiche in importanti multinazionali. Per le Pmi ancora lontane dai mercati internazionali, invece, «il salto di qualità si fa con un serio lavoro di advisory per favorire gli investimenti all’estero, un aspetto sul quale il sistema Italia fa ancora troppo poco».

Ma nel futuro immediato, è inutile nasconderlo, molto è legato alla reale governabilità del Paese. «Devo confessarle che andando in giro, incontro tanti imprenditori di talento, che esportano e registrano tassi di crescita del fatturato tra il 28 e il 30%. Per italiani come questi, perfino l’instabilità non è un dato preoccupante. Con questo capitale umano a disposizione, se solo il sistema Paese migliorasse un po’, potremmo battere anche i Paesi più forti d’Europa. Certo, l’Italia non può affidarsi solo all’export ed è venuto il momento di rivitalizzare con decisione i consumi interni».

Autore: Carmine Fotina – Il Sole 24 Ore (Articolo originale)

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.