Opinione della Settimana

«Fonsai, da Ligresti 130 milioni di danni». Azione di responsabilità contro il costruttore

Voto a favore degli azionisti della compagnia dopo la relazione del commissario. L’ad Cimbri: «Le manleve non sono valide. Se qualcun altro riterrà diversamente discuteremo e ci difenderemo»

L’assemblea di Fonsai, con il voto determinante di Unipol, ha votato a favore delle azioni di responsabilità proposte dal commissario Matteo Caratozzolo contro la famiglia Ligresti e diversi ex amministratori e sindaci della società. «Il danno complessivo è stimabile in 130 milioni di euro, solo come danno diretto a Fondiaria-Sai», ha infatti spiegato il commissario, parlando all’assemblea dei soci.

LA RELAZIONE – Così alla luce della relazione del commissario ad acta di Fonsai le cosiddette manleve «non sono valide», ha precisato l’amministratore delegato di Fonsai e del gruppo Unipol, Carlo Cimbri, riferendosi all’accordo sottoscritto in passato dalla compagnia bolognese con cui si escludevano gli allora amministratori di Fondiaria Sai da eventuali azioni di responsabilità (in un primo tempo accordata anche ai Ligresti, ma poi depennata dal contratto).

«MANLEVA INEFFICACE» – L’assemblea dei soci Fonsai ha votato favorevolmente all’azione di responsabilità nei confronti di Salvatore Ligresti e dei figli Jonella, Giulia e Paolo Ligresti, dell’ex amministratore delegato Fausto Marchionni e altri ex consiglieri e sindaci della compagnia. «Abbiamo valutato nel consiglio di amministrazione di Unipol che si è tenuto due giorni fa – ha spiegato il top manager Cimbri dopo l’assemblea – la situazione, la relazione del commissario, le fattispecie e gli aspetti connessi ai contratti firmati in precedenza. E in particolare mi riferisco alla cosiddetta “manleva” nei confronti degli amministratori. Abbiamo valutato che per l’interesse sociale di Fondiaria Sai – ha detto ancora Cimbri – fosse necessario e opportuno votare a favore della azione responsabilità. Noi riteniamo che di fronte a queste fattispecie la manleva non abbia nessuna efficacia».

LE LINEE DIFENSIVE – «Sul danno che può essere richiesto a ciascuno degli interessanti – ha precisato il commissario Caratozzolo – non voglio anticipare linee difensive, così come prospettive d’incasso, e verifiche che non sono comprese nel mio incarico perché tra qualche giorno scadrò».

Fonte: Corriere della Sera (Articolo originale)

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