Opinione della Settimana

Unipol-FonSai, scongiurati i licenziamenti

Raggiunta una prima intesa tra il vertice di Unipol e le rappresentanze sindacali in merito alle ricadute occupazionali della fusione tra la compagnia bolognese e Fondiaria-Sai. Un’intesa che scongiura il rischio di licenziamenti collettivi e individuali per motivi organizzativi ed economici legati al progetto di integrazione e che mette alcuni paletti ai trasferimenti del personale tra le varie sedi del gruppo (Bologna, Milano, Torino e Firenze).

Nella tarda serata di ieri Unipol e le organizzazioni sindacali hanno firmato un primo verbale di incontro che fissa alcuni punti fermi nella trattativa che proseguirà comunque nei prossimi mesi. La compagnia guidata da Carlo Cimbri, oltre ad essersi impegnata a non attivare le procedure previste dalla legge per procedere ai licenziamenti (gli esuberi erano stimati in circa 2.000 unità), ha aperto al fatto che la mobilità tra le varie sedi del gruppo avvenga su base volontaria e a fronte di specifici interventi agevolati da concordare tra le parti. In quest’ottica l’accordo con i sindacati sancisce la specializzazione industriale delle sedi di Torino e Firenze.

Per quanto riguarda gli esuberi, infine, circa 1.090 addetti saranno oggetto di trasferimento ai rami d’azienda che la nuova UnipolSai dovrà dismettere a seguito degli impegni posti dall’Antitrust. Nel caso in cui, a seguito degli accordi che saranno sottoscritti tra Unipol e gli acquirenti del ramo d’azienda, il numero degli adetti trasferiti dovesse essere inferiore, la differenza sarà riassorbita negli organici del gruppo UnipolSai.

Per altri 900 addetti circa, invece, l’uscita dal gruppo non avverrà in virtù di licenziamenti collettivi e individuali ma su base volontaria e facendo ricorso alla sezione straordinaria del Fondo di Solidarietà del settore assicurativo. Nel piano industriale 2013-2015 della nuova UnipolSai il gruppo bolognese aveva indicato in circa 130 milioni le sinergie derivanti dal taglio dei costi.

Autore: Andrea Di Biase – Milano Finanza (Articolo originale)

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