Opinione della Settimana

Ecco la lista per il cda delle Generali

Oltre all’ad Greco e al presidente Galateri, restano in consiglio Scaroni, Bolloré, Caltagirone, Rebecchini e Pelliccioli. Per le quote rosa il ceo di Alliance Healthcare Barra, l’avvocato Figari e l’economista Pucci

Il “listone” per il nuovo vertice delle Generali (nella foto di Gabriele Crozzoli, la sede di Trieste), espressione dei grandi soci, è pronto. Ieri, in serata, è stata trovata l’intesa sui dieci candidati al board del Leone. Si tratta dell’atto conclusivo di un percorso da tempo avviato dagli azionisti del gruppo assicurativo per rivedere la governance della compagnia di Trieste ed allinearla ai più alti standard internazionali.

Si è partiti ancora nel 2007 quando si è deciso di fare entrare nel cda le prime figure imprenditoriali, Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo Del Vecchio. Quindi, nel 2010, si è tolto al presidente il ruolo esecutivo. E nel triennio successivo si è passati da uno a due amministratori delegati e si è snellito il board portandolo a 15 membri dai 20 di partenza. Ora si è arrivati al disegno conclusivo: un cda che porti linearità tra le responsabilità e che possa contare su solide figure professionali.

Il tutto inserito in un forte ridimensionamento delle poltrone: 11. Abbastanza per rappresentare in maniera equilibrata gli interessi degli azionisti e sufficienti per dare ampio spazio ai consiglieri indipendenti. «Portare figure professionali di standing internazionale e di qualità al servizio di grandi società italiane e in Assicurazioni Generali – percorso condiviso con gli altri azionisti – è il nostro fermo convincimento per migliorare la governance e la performance delle società partecipate», dicono da Mediobanca.

E in quest’ottica, si spiegano buona parte delle scelte fatte. Come è noto, è stata confermata la presidenza a Gabriele Galateri, così come le deleghe da amministratore delegato a Mario Greco. Inoltre, i vice presidenti, saranno ancora una volta due, ossia Vincent Bolloré e Caltagirone. Loro, assieme a Clemente Rebecchini e a Lorenzo Pellicioli, saranno peraltro i rappresentanti diretti dei soci in consiglio. Mentre tra gli indipendenti resta Paolo Scaroni ed entrano Ornella Barra, Alberta Figari e Sabrina Pucci. Scaroni e Barra sono stati scelti poiché entrambi sono importanti manager riconosciuti a livello internazionale. Uno, infatti, è amministratore delegato dell’Eni, mentre Barra, che per la prima volta ha deciso di accettare un incarico in Italia, è ceo di Alliance Healthcare, di cui è anche azionista di controllo assieme al compagno Stefano Pessina. Alberta Figari è un importante avvocato della piazza milanese (il profilo in parte ricorda quello dell’avvocato Pedersoli che nel l’attuale cda è espressione di Intesa Sanpaolo), già partner di Clifford Chance dal 1997 e specializzata in corporate finance e capital markets ma anche in operazioni di M&A. Pucci, invece, è docente di Economia alla facolta di Roma Tre, esperta in tematiche di “contabilità” assicurativa.

Resta, infine, una poltrona per i soci di minoranza che potenzialmente verrà opzionata da Assogestioni. In virtù di ciò, è plausibile pensare che verrà riconfermata Paola Sapienza.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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