Opinione della Settimana

Polizze Vita: Oltre la crisi con il 4%. E libere dalla «patrimonialina»

Il bilancio dello strumento che mette insieme rendimento e scudo assicurativo-previdenziale. Le vita meglio dei Bot e dell’inflazione, ma i nuovi contratti sono meno difensivi

Polizze VitaUn investimento tranquillo, in grado di superare Bot e inflazione, anche se viene battuto da un Btp di media durata. La polizza vita offre un paracadute previdenziale. E non solo: è impignorabile e, in genere, esente dalle patrimoniali a sorpresa. Insieme ai fondi pensione, per esempio, è l’unico investimento che nel 2013 sfuggirà all’1,5 per mille. Fin qui i vantaggi. Ma ci sono anche i difetti. Nei nuovi contratti la protezione finanziaria è sempre più ristretta. E, anche se in calo rispetto al passato, i costi sono tuttora piuttosto rilevanti.

Ma quanto hanno reso nel 2012 le polizze? Il bilancio, alla luce della cappa di pessimismo che ci avvolge, non è male. Le polizze vita tradizionali di tipo rivalutabile hanno offerto un rendimento medio lordo del 3,9%, un netto del 3,2% in tasca ai sottoscrittori. Risultati in linea con quelli del 2011: grazie alle loro caratteristiche, infatti, questi fondi riescono a proteggere dagli alti e bassi dei mercati e ad attenuare l’effetto discesa dei tassi.

Una notazione positiva che vale, ahimè, soprattutto per quelli più vecchi e con i patrimoni più consistenti. Le gestioni separate non tengono conto delle oscillazioni quotidiane dei titoli, ma solo delle minusvalenze e plusvalenze effettivamente realizzate con eventuali vendite. Questo criterio di contabilizzazione permette di eliminare la volatilità che caratterizza altri prodotti finanziari. Le rivalutabili prevedono il consolidamento dei risultati, in base a cui le performance raggiunte vengono in pratica bloccate e riconosciute al sottoscrittore. In più offrono un rendimento minimo garantito a scadenza (il tasso tecnico) che nelle polizze più vecchie arriva al 4%.

Vintage

«In realtà la maggior parte dei nuovi contratti offre un paracadute decisamente più ridotto — spiega Roberto Casanova, partner di Iama Consulting. Viene garantita infatti solo la restituzione dei premi versati». Nel 2012 il risultato migliore è stato il 6,6%, interamente retrocesso al sottoscrittore, di Reale 100% di Reale Mutua, presente nella classifica dei migliori anche con il 4% netto di Valuta Reale. «Entrambe investono soprattutto in titoli di Stato italiani sottoscritti quando le cedole erano piuttosto elevate — spiega Anna Deambrosis, direttore tutela della persona e del risparmio presso Reale Mutua —. Ma in questo momento non sono aperte a nuove sottoscrizioni».

Al secondo posto con il 4,9% netto troviamo Pramerica previdenza di Pramerica Life. «Questo fondo è dedicato ai Pip, i Piani previdenziali individuali — spiega Peter Geipel, amministratore delegato di Pramerica Life — in questo, come negli altri due che hanno un patrimonio più consistente, la strategia punta a ottenere buoni rendimenti nel lungo termine. Quest’obiettivo è stato centrato: il più importante, Pramerica Financial, negli ultimi cinque anni ha offerto rendimenti medi annui sopra il 6%». Quali sono le prospettive? «Certo, in futuro questi rendimenti non si potranno mantenere — dice Geipel —. Perché, superata l’attuale incertezza, dovrà proseguire il calo degli spread sui titoli governativi italiani. Le rivalutabili, però, continueranno a essere appetibili perché proteggono dalla volatilità».

Prospettive

Fra le dieci gestioni maggiori (con un patrimonio oltre i 5 miliardi), nel 2012 la migliore è stata Poste valore più di Poste Vita, con il 4% netto, seguita da Euro San Giorgio di Alleanza Toro (gruppo Generali) con il 3,4%. «A fine 2012 i titoli che hanno generato plusvalenze non sono stati alienati — spiega Maria Bianca Farina, amministratore delegato di Poste Vita —. Nel 2013 il portafoglio, pur mantenendo un basso profilo di rischio esprimerà rendimenti in linea con quelli del 2012».

Le rivalutabili sono ancora convenienti per i risparmiatori? «Sono strumenti di protezione del patrimonio, difficilmente confrontabili con titoli governativi o altri prodotti finanziari — risponde Farina —. Il rendimento è mediamente allineato a quello dei titoli di Stato e i costi di emissione e gestione possono essere, come nel caso dei prodotti di Poste Vita, competitivi. La rivalutabile può rispondere a un’esigenza di protezione del nucleo familiare, quando per il decesso dell’assicurato viene liquidato ai beneficiari il capitale maturato fino alla data del decesso. Se si perde di vista l’insieme delle garanzie offerte, insomma, può risultare fuorviante il confronto solo sul piano del rendimento».

Sostiene dal canto suo Andrea Mencattini, amministratore delegato di Alleanza Toro: «Le gestioni separate costituiscono ancora oggi la miglior soluzione per chi vuole ritorni sicuri nel tempo».

Autore: Roberto E. Bagnoli – CorrierEconomia

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