Opinione della Settimana

Nuove regole dei fondi pensione, ma manca il ministro

Pronto al Mef il decreto che cambia criteri e limiti d’investimento. L’emanazione però è ferma in attesa del nuovo governo

Riordino sistema pensionistico (2) ImcDa alcune indiscrezioni sembra che manchi solo qualche firma finale, ma ormai c’è l’accordo sulla revisione delle regole d’investimento dei fondi pensione. Si tratta dell’atteso decreto che dovrà modificare il 703 del 1996 riscrivendo limiti e strategie di investimento dei fondi. Subito dopo è atteso un intervento simile anche sulle casse previdenziali, anch’esse passate sotto il controllo della Covip, la commissione di vigilanza del settore. Regole che i fondi pensione aspettano da anni, ma che hanno avuto una lunga gestazione, con la diffusione di una bozza in pubblica consultazione che ha ricevuto centinaia di osservazioni, non senza polemiche. Ma, come è emerso ieri durante il convegno organizzato a Roma da Mondo Alternative, ormai siamo in dirittura d’arrivo anche se si è presentato un altro problema tutt’altro che secondario, data la situazione di stallo per la formazione del nuovo governo. Insomma, il documento c’è, ma manca il nuovo ministro per firmarlo e quindi bisognerà aspettare ancora.

Il documento in ogni caso è pronto con più di qualche aggiustamento rispetto alla bozza diffusa in pubblica consultazione. A partire dagli investimenti dei fondi pensione in fondi comuni e Oicr. Le osservazioni arrivate durante la fase di pubblica consultazione sono state in parte accolte e i fondi pensione potranno investire in oicr (una forma d’investimento indispensabile per i fondi più piccoli), ma facendo ben emergere i costi e dimostrando che si tratta di un investimento efficiente. Non solo. Sono state previste anche altre novità in materia di derivati, che potranno essere utilizzati solo per ridurre il rischio e rendere la gestione più efficiente. E anche in questo caso i fondi pensione avranno l’obbligo di motivare la loro scelta. A quanto risulta sembra poi che le nuove regole non impediranno l’investimento da parte dei fondi pensione nei fondi alternativi, purché si tratti di prodotti destinati a migliorare l’efficienza. Insomma, la conclusione, come del resto era previsto, è che il nuovo 703 aumenterà la responsabilità del fondo e si focalizzerà sulla gestione del rischio complessivo.

Ma per una questione che si avvia a soluzione ce n’è già un’altra che potrebbe presto sconvolgere il settore previdenziale. Il riferimento è alla nuova direttiva europea sui fondi pensione in discussione in questo periodo a Bruxelles. L’intenzione della Commissione europea parrebbe quella di replicare anche per il settore della previdenza complementare le regole di Solvency II (anche queste ancora in fase di messa a punto) che sono allo studio per il comparto assicurativo e che dovrebbero partire nel 2014. Tutto è ancora molto vago, ma se si decidesse di andare avanti per questa strada si rischierebbe di colpire pesantemente i fondi pensione, ma anche le casse di previdenza che erogano direttamente la rendita ai loro aderenti.

Autore: Anna Messia – Milano Finanza (Estratto articolo originale)

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