Opinione della Settimana

Carige assicurazioni, Berneschi rassicura: "Non lasceremo nessuno sul lastrico"

Il presidente della banca tenta di tranquilizzare i dipendenti del ramo assicurativo (415 dipendenti) che saranno vendute dal Gruppo: “Concederemo garanzie al personale”

Non lasceremo nessuno sul lastrico“. Così il presidente di Banca Carige, Giovanni Berneschi (nella foto), intervenendo all’assemblea dei soci in corso a Palazzo Ducale, ha risposto alle preoccupazioni dei lavoratori delle assicurative Carige Vita (115 dipendenti) e Carige Danni (300 dipendenti), in corso di dismissione.

Giovanni Berneschi ImcLa vendita – ha aggiunto Berneschi – non significa abbandonare tutti. Tranquillizzatevi. Si possono fare vendite parziali, avendo garanzie sul personale. La Banca – ha concluso – farà le cose in modo corretto e sereno“.

Questa mattina, prima dell’inizio dell’assemblea, una delegazione di lavoratori delle due compagnie assicurative ha effettuato un volantinaggio nell’atrio di Palazzo Ducale.

E’ dalle dieci del mattino che nel salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale, si svolge l’assemblea degli azionisti del gruppo bancario. All’ordine del giorno, l’approvazione dei conti del 2012, chiusi con un utile netto della banca di 185 milioni di euro e una perdita consolidata di 63 milioni. Proprio il segno rosso imporrà alla banca di non distribuire dividendi ai soci.

E la cosa, unita a una progressiva perdita del valore del titolo azionario sceso ormai attorno ai 50 centesimi, non passerà certo inosservata in assemblea. Ma il piatto forte sarà il via libera al rafforzamento del patrimonio con un aumento di capitale da 800 milioni di euro. L’obiettivo è realizzarlo quasi integralmente attraverso dismissioni (le assicurazioni, la Sgr, le quote dell’Autostrada dei Fiori).

Le circolari di Banca d’Italia  – ha detto il presidente di Banca Carige rispondendo ad alcune domande dei soci durante l’assemblea – ci hanno imposto di non distribuire alcun dividendo finchè non raggiungeremo un coefficiente patrimoniale di 9,3 per cento. E’ chiaro, quindi, che dobbiamo fare presto a realizzare le dismissioni e raggiungere i parametri di Basilea 3, altrimenti queste disposizioni saranno valide anche per il 2013“.

Se è vero – ha aggiunto il presidente – che ci sono 185 milioni di utili della capogruppo e che questa società è quotata in Borsa, c’è una legittima aspettativa di avere un dividendo. L’assemblea è sovrana ma ovviamente il Cda si è dovuto attenere alle circolari della Banca d’Italia. Cercheremo – ha concluso – di predisporre una legge in ambito Abi per contrastare questo abuso di Banca d’Italia e speriamo che il governo ci sostenga“.

Fonte: La Repubblica Genova (Articolo originale)

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