Opinione della Settimana

Speciale Rc Auto: Scatola nera, sconti lontani

L’iter attuativo è ancora in corso e le compagnie contestano i costi

Scatola Nera 2Un anno fa sembrava quasi che fossero dietro l’angolo. E invece gli sconti obbligatori e generalizzati sulla Rc auto per chi accetta di farsi montare una scatola nera sul proprio veicolo – previsti sulla carta dal decreto liberalizzazioni di gennaio 2012 (Dl 1/12) – sono ancora al palo. Non tanto perché l’iter dei provvedimenti attuativi sia ancora in corso, quanto perché le compagnie assicurative hanno fatto qualche conto e hanno rallentato sulla scatola nera. Hanno scoperto che, così com’è stata definita dal Dl e interpretata dall’Ivass (l’ex-Isvap), porta loro più costi che benefici.

La privacy

In teoria, quella di domani sarà una data importante per sbloccare l’iter di uno dei due provvedimenti che ancora mancano per attuare la parte di decreto liberalizzazioni che riguarda la scatola nera: il 30 aprile è infatti la scadenza entro la quale è possibile inviare all’Ivass – compilando un modulo scaricabile dal sito www.ivass.it – osservazioni sullo schema di regolamento su raccolta, gestione e utilizzo dei dati rilevati dalle scatole nere.

Lo schema di regolamento sottolinea che gli sconti previsti per la scatola nera non possono essere subordinati alla stipula di coperture aggiuntive e vale solo per l’utilizzo della scatola nera ai fini della Rc auto. Restano quindi esclusi gli usi per coperture aggiuntive (principalmente, la furto-incendio), per le quali quindi non varranno i vincoli contenuti nel testo (ci si dovrà solo conformare alla normativa sulla privacy).

Il testo era stato emendato dal Garante della privacy, prima di essere messo in pubblica consultazione sul sito Ivass, il 19 marzo. Proprio per tutelare la riservatezza lo schema stabilisce che le compagnie possono anche far raccogliere e gestire i dati da terzi (società specializzate). Però il trattamento va differenziato a seconda che i dati servano a ricostruire un incidente o a personalizzare la polizza e il suo prezzo secondo l’uso che si fa del veicolo.

Quanto alla ricostruzione del sinistro, la scatola nera potrà rilevare la posizione del veicolo al momento dell’impatto e il punto d’urto e superamento di una soglia di accelerazione o decelerazione preimpostata. Questi dati andranno cancellati dopo un certo numero di secondi (ancora da determinare), se non viene rilevato alcun urto.

I dati sulla personalizzazione riguardano invece la percorrenza (chilometraggio, fasce orarie e giorni della settimana in cui il mezzo viene utilizzato, tipologia di strada percorsa) e non possono essere utilizzati in forma singola. La compagnia cioè può sì sapere dove, quando e per quanto il mezzo viene utilizzato, ma può usare queste informazioni – che la scatola nera rileva facilmente – solo in forma aggregata. Per esempio, la compagnia dovrà considerare quanti chilometri vengono complessivamente percorsi in autostrada e se la circolazione avviene prevalentemente nei giorni feriali o di giorno piuttosto che di notte, ma non potrà anche sapere su quali autostrade transita il veicolo, in quali date e a che ora.

Gli altri provvedimenti

All’iter per l’attuazione della scatola nera ora manca solo un Dm dello Sviluppo economico sullo standard tecnologico comune hardware e software per la raccolta dei dati, cui tutte le compagnie dovranno adeguarsi entro due anni. Una partita piuttosto delicata. Invece, il 25 gennaio è stato firmato il Dm Trasporti che fissa le caratteristiche che una scatola nera deve avere per poter rientrare nell’ambito di applicazione degli sconti obbligatori.

I conti

L’ostacolo principale sulla strada della scatola nera è quello della convenienza per le compagnie. I punti più contestati sono stati il fatto che la versione definitiva del Dl 1/12 abbia messo a carico delle compagnie tutti i costi di montaggio, smontaggio, cambio, funzionamento (come l’abbonamento al servizio satellitare) e portabilità della scatola nera, e il fatto che l’Ivass abbia ritenuto che l’offerta di scatola nera e significativo sconto sia obbligatoria per le compagnie, e non facoltativa. Il fatto che i costi siano a carico delle compagnie significa che poi saranno scaricati sul prezzo delle polizze, su cui scattano l’Iva, l’imposta sulla Rc auto e il contributo al Servizio sanitario nazionale. Quindi i benefici dello sconto diminuiscono.

Autore: Maurizio Caprino – Il Sole 24 Ore

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