Opinione della Settimana

Mps avvisa Axa: indennizzi per il contratto sulla Sim

Il gruppo assicurativo francese è azionista con il 3,2% della banca toscana. Siena potrebbe attivare la procedura sulle passività. La banca precisa: «Meccanismi standard, soggetti normalmente a limiti di importo»

MPS - Sede Siena ImcIl Monte dei Paschi (nella foto, Rocca Salimbeni, sede dell’istituto) ha notificato al gruppo Axa la procedura di indennizzo per le passività che sarebbero emerse dopo l’acquisto di Axa Sim. Per adesso è solo una «chiamata» a rispettare gli impegni contrattuali in base ai quali Axa ha costituto un fondo apposito.

La lettera è arrivata già da un po’ a Parigi e i francesi hanno segnalato in bilancio la richiesta di Siena. La banca sostiene che si tratta di «meccanismi standard, soggetti normalmente a limiti di importo».

Andando a ritroso, alle radici dell’operazione, si finisce ancora nel fatidico 2007. L’anno in cui Giuseppe Mussari annunciò l’acquisto di Antonveneta. Pochi mesi prima ci fu la compravendita della società che apparteneva al gruppo assicurativo francese. Axa Sim era attiva nel settore della promozione finanziaria e quando venne fatto l’accordo aveva un patrimonio in gestione pari a 1,9 miliardi di euro e una rete distributiva di oltre 440 promotori finanziari.

Ora, a distanza di tempo, Siena bussa alla porta di Axa. Va ricordato che la compagnia transalpina, con il 3,2%, è uno dei più importanti soci della banca senese.

L’ingresso nel capitale suggellò l’alleanza bancassicurativa realizzata nel 2007 con la vendita ai francesi del 50% di Mps Vita e Mps Danni al prezzo di 1,15 miliardi di euro. Giuseppe Mussari entrò anche nel board del gruppo francese per uscirne nel giugno 2012.

La joint venture italiana, gestita da Frederic de Courtois che è anche nel consiglio di amministrazione di Mps, sta andando molto bene e nel 2012 ha realizzato utili record. «I nostri affari con Mps si sviluppano bene in termini di volume e risultato», aveva detto a febbraio il numero uno di Axa, Henri de Castries, ribadendo anche la totale fiducia nel nuovo management. Probabilmente per de Castries restano ancora molto faticose da digerire le minusvalenze sulla quota Mps.

E la questione Axa Sim? La banca dice che «non sta chiedendo ad Axa alcun indennizzo per l’acquisto di Axa Sim; nel contratto di acquisizione sono previsti meccanismi di garanzia e indennizzo con i quali il venditore si è impegnato a rimborsare il compratore per gli eventuali costi e/o passività che potrebbero emergere post cessione e relativi al periodo precedente all’acquisizione» da parte di Mps.

Problemi e oneri potrebbero essere sorti per le vicende giudiziarie di ex promotori.

Per adesso, dunque, Mps ha notificato al suo azionista Axa l’esistenza di fatti che possono dar luogo a un indennizzo. Ma il «quantum» non è noto. È una coda distante sei anni di quell’operazione del 2007. L’anno in cui Standard & Poor’s migliorava l’outlook di Mps da stabile a positivo, Moody’s alzava il rating sui debiti a lungo termine da A -1 ad Aa 3, Mussari annunciava il rafforzamento patrimoniale grazie alla plusvalenza da 753 milioni per l’alleanza con Axa. Poi è arrivata Antonveneta.

Autore: Mario Gerevini – Corriere della Sera

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