Opinione della Settimana

La mediazione ritorna ma meno costosa

Si profila la soluzione di non far sommare le spese del mancato accordo al processo

MediazioneLa mediazione non è una procedura, ma una cultura della convivenza. Ed è la soluzione migliore quando si tratta di salvaguardare un rapporto tra le parti in lite. È questa l’indicazione che viene dalla presidente della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti (si veda l’intervista nella seconda parte), che di recente in più occasioni si è espressamente occupata di questo tema (da ricordare il recente convegno su Mediazione e accesso alla Giustizia di organizzato nella capitale tra gli altri dall’Università di Roma 3 e dall’Osservatorio sui conflitti e sulla conciliazione di Roma).

Puntare quindi molto sulla mediazione, ma non più tornando alla pura e semplice obbligatorietà generalizzata come aveva previsto il legislatore del 2010, ma procedendo secondo una modalità più selettiva. È questa la soluzione che sembra prospettarsi per le future scelte del legislatore. La Corte costituzionale, anche se aveva bocciato l’obbligatorietà solo per eccesso di delega, aveva fatto dei rilievi che sembrano opporsi al puro e semplice ripristino. Inoltre una direttiva europea interviene proprio sulla risoluzione alternativa delle controversie per quanto riguarda i consumatori. Le nuove regole italiane dovranno tener conto ovviamente anche delle coordinate comunitarie.

In questa settimana il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, illustrando le linee programmatiche del suo dicastero alle commissioni parlamentari competenti, ha indicato tra le priorità la conciliazione, che anche i saggi che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avevano a loro volta sottolineato.

La soluzione che si prospetta è quindi quella di un sistema più articolato di quello delineato dal decreto legislativo (Dlgs) 28 del 2010 e sperabilmente più efficace. Le soluzioni possono essere diverse e occorrerà vedere quale bilanciamento tra le diverse istanze sarà fatto dal Legislatore. In ogni caso sembra verosimile un mix di obbligatorietà e incentivi alle parti per il ricorso a questo strumento. Interessante la soluzione di non legare la mediazione a un aggravio dei costi a carico del cittadino che ricorre alla mediazione e di aumentare la soglia di esenzione per l’applicazione dell’imposta di registro sull’accordo di mediazione, che può incentivare molti a ricorrere a questo mezzo. Un incentivo potrebbe essere anche quello di non far pagare i costi in caso di mancata costituzione della controparte. Come segnala Tiziana Pompei di Unioncamere: «In molte materie è stata proprio la mancata adesione della controparte a far naufragare la conciliazione. Nel caso dei contenziosi in materia di Rc auto per esempio la mancata adesione della controparte avveniva nel 95 per cento dei casi».

Un mix di ipotesi per ridare fiato all’istituto – Intervista a Donatella Ferranti, Presidente commissione Giustizia della Camera

La mediaconciliazione è tra le priorità del nuovo Parlamento?

Nell’audizione sul programma del Governo di questi giorni il ministro Cancellieri ha confermato che si tratta di una priorità. E anche noi, come commissione Giustizia della Camera, intendiamo muoverci su questo piano. Intanto abbiamo avviato un’indagine conoscitiva per verificare i punti critici della giustizia civile e penale che determinano l’inefficienza del sistema e per individuare gli interventi legislativi da attuare. Quest’indagine ci permetterà di monitorare il concreto funzionamento della mediazione introdotta dal Dlgs 28/2010.

Secondo il suo parere in che modo occorre intervenire?

Innanzitutto occorre considerare che la conciliazione è anche un meccanismo per deflazionare il processo civile, ma non è solo quello. Si potrebbe prevedere l’obbligatorietà del tentativo di conciliazione in quelle controversie in cui è importante preservare il rapporto tra le parti in lite. È il caso delle liti condominiali, dei contratti di locazione, dei piccoli contratti d’opera, dei diritti reali.

E per gli altri casi?

Per la mediazione facoltativa è opportuno procedere attraverso incentivi economici alle parti. Con l’impostazione del Dlgs 28/2010 la mediazione, soprattutto quella obbligatoria, veniva vista come una sorta di quarto grado di giudizio con costi aggiuntivi per le parti. Si potrebbero per esempio scomputare i costì della mediazione dal contributo unificato, se poi si va in giudizio. O anche far scattare il pagamento dell’avvio della procedura della mediazione solo quando la controparte aderisce, in modo da evitare che ci siano costi a vuoto per i cittadini. Come pure alzare la somma per la quale non scatta l’imposta di re gistro, da somila a loomila euro.

E per quanto riguarda il meccanismo di mediazione?

Bisognerebbe evitare sanzioni (spese processuali e simili) legate alla proposta del mediatore non accettata: è opportuno infatti che mediazione e processo interferiscano il meno possibile. Sono e devono restare mondi separati. È utile inoltre prevedere la presenza di difensori in mediazione per le cause superiori ad un determinato importo. È infine indispensabile la indipendenza, terzietà e competenza degli organismi di mediazione.

Autore: Anotnio Criscione – Plus24

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