Opinione della Settimana

Premi alle stelle per i bisturi

Le quotazioni aggiornate delle polizze per gli specialisti che agiscono in sala operatoria. Mille euro Tanno per il Mmg, ma il ginecologo ne versa fino a 17mila

Assicurazione medica ImcLavorare in ospedale è una bella garanzia. Non solo per la busta paga (pazienza se “leggera“) a fine mese.

L’abbraccio della struttura conviene anche a fronte della febbre assicurativa che non conosce limiti: per la colpa lieve provvede la polizza aziendale; per la colpa grave ciascuno può provvedere in proprio con premi ragionevoli da 500-700 euro l’anno.

A essere letteralmente strangolati dall’escalation dei costi assicurativi di fatto sono soprattutto i bisturi, con costi che da rilevanti diventano esorbitanti se a maneggiare l’affilato strumento è l’ortopedico, il chirurgo plastico o peggio il ginecologo. Dalle tabelle aggiornate fornite da Assimedici emerge come scegliere una polizza per un professionista del settore – anche avvezzo a cavarsela nel ginepraio di premi e massimali – non è una cosa facile né è semplice di primo acchito realizzare confronti tra le (poche) offerte presenti sul mercato.

Le compagnie che accettano di assumere rischi nel settore si contano su una mano e paiono decisamente allineate nello stilare la classifica delle specialità a maggior rischio di vertenze.

Così accade che un medico di famiglia o un medico non specialista può garantirsi massimali da 2 o 3 milioni di euro spendendo da un minimo di 550 euro (Torus, con 500 di franchigia, pregressa a 5 anni e postuma di un anno) a un massimo 1.300 (offerta di Assicuratrice Milanese, senza franchigia e con pregressa e postuma illimitate).

Se ad avanzare la stessa pretesa è invece l’ortopedico o un ginecologo le cose cambiano: Unipol per un massimale da 1 milione e mezzo con pregressa di due anni chiede 14mila euro di premio; e servono invece 17mila euro per garantirsi il massimale di 2 milioni promesso da AmTrust Europe, prevedendo tra le clausole una franchigia da 25mila euro con pregressa a 5 anni. Stessi standard per gli altri specialisti a rischio, dal chirurgo plastico al ginecologo che entra in sala operatoria o in sala parto. Ed è sicuramente l’assenza di atti invasivi a fare la differenza.

Autore: Sara Todaro – Il Sole 24 Ore Sanità

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