Opinione della Settimana

Ai ceo assicurativi Solvency fa paura

Ordini professionali ImcInnovare per crescere. Questa la strada maestra indicata dagli assicuratori di tutto il mondo per uscire dal pantano della crisi. Ma non è così facile come sembra. La società d’affari americana State Street ha provato a sondare gli umori di 307 tra dirigenti e manager delle principali compagnie assicurative nel mondo, tracciando così alcune possibili linee guida per il rilancio dell’intero comparto. Ebbene, buona parte del campione (circa il 28%) ritiene che senza un rafforzamento dell’offerta non si può pensare di superare la crisi. Un altro 24% punta invece sulla necessità di irrobustire la rete distributiva, lavorando quindi più sui singoli canali commerciali.

Ma qual è il margine di fattibilità, in tempi in troppo lunghi, del restyling dell’intera offerta assicurativa? Poco, secondo l’analisi di State Street. Per il 93% degli intervistati, infatti, un cambio di rotta in tempi brevi attraverso una pronta immissione sul mercato di prodotti nuovi e innovativi rimane una sfida molto difficile. Un certo scetticismo si registra anche per quanto riguarda la possibilità di crescere sui mercati internazionali, di fronte a un oggettivo mutamento del mercato domestico. Secondo l’82% dei manager intervistati, emergere al di fuori del Paese di provenienza rimane una sfida tutt’altro che facile. Anche perché un ruolo determinante nelle scelte di mercato lo gioca senz’altro Solvency, considerato l’intervento normativo più preoccupante per il 91% degli intervistati.

«L’attuale contesto di tassi di interesse molto bassi sta mettendo pressione sui margini delle compagnie assicurative e i cambiamenti normativi in atto ne mettono in discussione i modelli operativi», osserva Riccardo Lamanna, managing director di State Street global services. Oltre a questo rimane fondamentale la velocità di esecuzione delle strategie: «Molte società assicurative affrontano ostacoli operativi, in parte derivanti dai processi di acquisizione e fusione degli ultimi anni», continua Lamanna. Senza considerare che «la necessità di rinnovare i prodotti, ridefinire le strategie distributive e acquisire nuovi clienti aggiunge complessità alle sfide rappresentate dalla gestione dei rischi, dalla regolamentazione e dalle riorganizzazioni».

Insomma, se da un lato la ricerca di State Street mostra che le compagnie assicurative esprimono ottimismo verso il futuro, dall’altro sono ben consapevoli di essere chiamate ad affrontare decisioni complesse. «Le compagnie che saranno in grado di riposizionarsi avranno l’opportunità di guadagnare un significativo vantaggio competitivo», conclude Lamanna. «Nonostante ci siano ostacoli al cambiamento in quest’industria, c’è spazio per una crescita sostanziale e anche per un miglioramento dei profitti».

Autore: Gianluca Zapponini – Milano Finanza (Estratto articolo originale)

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