Opinione della Settimana

Cattolica socia degli agenti infedeli

La sede di Cattolica Assicurazioni (2) ImcAltro che guerra. Cattolica Assicurazioni (nella foto, la sede) ha deciso di diventare socia dei suoi agenti di assicurazione che decidono di operare con altre compagnie in base alle nuove regole introdotte dal decreto-Crescita bis. Si tratta delle norme che consentono agli agenti e ai broker di società diverse di lavorare fianco a fianco, stipulando accordi tra loro e allargando così la gamma di offerta ai clienti.

Una possibilità che gli agenti Cattolica hanno subito deciso di sfruttare e a fine 2012 hanno fondato una propria società con sede a Roma, la All Risks Solution, in particolare per consentire alla rete di fornire alla clientela coperture assicurative per i rischi normalmente non assunti direttamente dalla compagnia veronese. Società che tra le altre cose opera con i Lloyd’s di Londra e il 30 luglio scorso Cattolica ha deciso di partecipare direttamente all’iniziativa, assumendo una partecipazione del 20% nella società agenziale.

Una mossa che appare in controtendenza rispetto alle scelte di altre compagnie assicurative tradizionali che sembrano invece osteggiare questo tipo di accordi. Tanto che a giugno scorso l’Antitrust ha condotto un’ispezione in sette imprese di assicurazione e ha avviato un’istruttoria sulla base di una segnalazione del Sindacato Nazionale Agenti, lo Sna, che denunciava la presenza di contratti di agenzia ritenuti potenzialmente lesivi della concorrenza, proprio perché avrebbero disincentivato l’assunzione da parte degli agenti di più mandati di distribuzione assicurativa. Un freno, quindi, per realizzare quanto previsto dal decreto-Crescita bis.

Tra le sette compagnie finite nel mirino dell’Antitrust, in verità, c’era anche Cattolica Assicurazioni, oltre a Unipol, Groupama, Generali, Allianz, Reale Mutua e Axa, le quali tutte insieme rappresentano più dell’80% del mercato assicurativo italiano. Il rischio, secondo quando scritto dall’Autorità nelle motivazioni all’apertura delle indagini, era che le disposizioni contenute nei rapporti contrattuali tra le imprese e le rispettive reti agenziali potessero determinare restrizioni verticali alla concorrenza, ostacolando o addirittura impedendo la diffusione di reti di agenzie in plurimandato. Con l’effetto di evitare il confronto competitivo tra le compagnie nei mercati assicurativi Danni, specie nelle polizze obbligatorie Rc Auto. Cattolica sembra invece decisa a sostenere i suoi agenti che operano con più mandati, anche se la All Risks Solutions, come detto, si focalizza su rischi normalmente non coperti direttamente dalla compagnia veronese.

Autore: Anna Messia – Milano Finanza (Estratto articolo originale)

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