Opinione della Settimana

Torino: Paziente cade dalla barella, deve pagare il medico. “Vicenda assurda, torniamo al sistema delle polizze”

La Corte dei Conti chiede il risarcimento al professionista, lo studio Ambrosio e Commodo diffida le Molinette

Torino - Le Molinette (Foto Bruna Biamino - MuseoTorino) Imc«Non è giusto che sia il medico a pagare.E’ assurdo che un’azienda sanitaria sposti il rischio d’impresa sui suoi dipendenti: è necessario tornare a un sistema di polizze assicurative e non far ricorso al fondo regionale». E’ questo il senso della diffida che ieri lo studio legale Ambrosio e Commodo ha inviato all’ospedale Molinette per conto della dottoressa Giuseppina Bonafede, il dirigente medico del pronto soccorso cui la Corte dei Conti aveva recapitato una richiesta danni da 4000 euro per un’anziana che era caduta da una barella. La richiesta di rifondere il danno inoltrata al medico e a un’infermiera può infatti costituire un precedente «inquietante» per il personale che lavora in ospedale.

Al di là della questione economica, quella che lo studio legale Ambrosio e Commodo sta portando avanti è una battaglia di principio. La vicenda nasce da un episodio accaduto il 10 marzo 2006, quando una paziente era caduta da una barella mentre cercava di scendere dalla lettiga. Una causa civile aveva stabilito la responsabilità dell’ospedale e condannato a un risarcimento di una decina di migliaia di euro, ripartendo la responsabilità fra il medico responsabile di turno quella notte, Giuseppina Bonafede, e l’infermiera. L’Asl non aveva fatto appello e aveva pagato tramite il fondo regionale (26 milioni di euro per rifondere gli errori sanitari). La Corte dei Conti aveva però stabilito la “colpa grave” del personale chiedendo alle due dipendenti di rifondere il danno cagionato.

«Tutto questo non si sarebbe verificato con il vecchio sistema delle assicurazioni. Aver creato un fondo regionale per risarcire i danni fino a un milione di euro rischia di creare anche in futuro situazioni paradossali — spiegano gli avvocati Ambrosio e Commodo —. Ci auguriamo che questo episodio sia di stimolo per cambiare. Con che animo altrimenti possono lavorare i medici se sanno di poter essere costretti a pagare danni anche 30 o 40 volte superiori al loro stipendio?».

«Siamo preoccupati — commenta Domenico Bertero, segretario aziendale Cimo Asmd della Città della salute —, questa richiesta danni è frutto di un perverso meccanismo che va rivisto: non sappiamo quanti medici non hanno l’assicurazione che li copre dalla richiesta di rivalsa e che potrebbero vedersi recapitare richieste analoghe».

Fonte: La Repubblica Torino

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.