Opinione della Settimana

Tentare l’accordo è un obbligo che paga

Il sistema Italia può risparmiare fino a 4 miliardi. Le nuove regole per i risparmiatori

Mediazione (5) ImcTorna l’obbligatorietà della mediazione. E le materie “bancaria, finanziaria e assicurativa” sono confermate tra quelle per le quali il tentativo è appunto dovuto. Una soluzione quasi obbligata in questo settore, se proprio nel 2012, anno nel quale (sia pure a fine anno) era venuta meno l’obbligatorietà del tentativo di mediazione, i ricorsi all’Arbitro bancario e finanziario erano cresciuti del 58 per cento.

Secondo i dati diffusi a giugno da Unioncamere, nei 20 mesi di mediazione obbligatoria sono stati risparmiati 450 milioni di euro da parte di cittadini e imprese. Ma se le «215mila istanze di mediazione depositate presso tutti gli organismi di conciliazione – sempre nel periodo dell’obbligatorietà, spiega Unioncamere – si fossero concluse con un accordo tra le parti, il risparmio potenziale della norma avrebbe raggiunto la cifra più che ragguardevole di 4 miliardi di euro». Anche le quantificazioni si prestano sempre a contestazioni, un’accelerazione della giustizia civile sarebbe solo un bene per l’economia e per i cittadini.

Ora l’obbligatorietà torna e tra le novità c’è l’obbligo di essere assistiti fin dall’inizio da un avvocato. Anche se questa disposizione sembra possa essere messa in discussione sulla base delle regole europee. Partendo da quelle italiane invece una soluzione che si va facendo strada (per esempio è questa la via seguita da Unioncamere, ma non solo) è che nella mediazione obbligatoria l’avvocato ci debba essere fin dall’inizio, in quella facoltativa (quella per cui la legge non prevede il tentativo come condizione per poi rivolgersi al giudice) è facoltativo pure l’avvocato. Però le norme non sono del tutto chiare e una soluzione certa al momento non c’è.

L’esperienza del primo periodo di mediazione insegna che i cittadini che si rivolgevano a un mediatore, nella maggior parte dei casi (84% secondo i dati del ministero della Giustizia aggiornati a marzo 2012) si facevano assistere da un avvocato. Nel caso delle liti di carattere finanziario, sempre secondo i dati del dicastero di via Arenula, gli importi delle liti si aggiravano intorno ai 2oomila euro: per questi importi non ci si muove senza un avvocato. Un professionista può essere importante per scegliere la strada da seguire e fare bene i passi successivi. Per esempio per quanto riguarda l’Abf, avverte Antonio Ortolani, dell’ordinedei commercialisti di Milano: «La decisione dell’Abf si basa sui documenti presentati dalle parti, che devono essere corretti e completi: perciò è centrale il contributo del consulente che ha approfondito e conosce bene questa specifica materia».

Il procedimento ora è stato profondamente ridisegnato. Dall’abbreviazione dei tempi della procedura (da quattro a tre mesi), alla centralità riconosciuta all’incontro di programmazione, che va fissato entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza. La chiusura a quel momento comporta che non ci saranno spese dovute dalle parti. Queste novità sono al momento oggetto di studio per valutare se i regolamenti delle istituzioni specializzate del mondo finanziario (Abf, Camera Consob, eccetera) si debbano adeguare ai cambiamenti e in che misura.

Per i cittadini è importante sapere che ora dovranno percorrere, se non si trova un accordo per via, tre passaggi: il reclamo all’ente finanziario con cui si è in contrasto; il ricorso a una procedura di conciliazione (mediazione, arbitrato eccetera); il ricorso al giudice. «Per fare in modo che la mediazione sia un servizio ai cittadini e non un aumento dei costi e un allungamento dei tempi già lunghi della giustizia civile – spiega Paola Moreschini avvocato romano – come ha sempre sottolineato l’Osservatorio sui conflitti e sulla conciliazione” con riferimento alla realtà di Roma e del Lazio in cui opera, è importante lavorare sulle buone prassi e sull’informazione dei cittadini».

Autore: Antonio Criscione – Plus24

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