Opinione della Settimana

Tutto come previsto per Carige, Castelbarco presidente e Repetto vice

Gruppo Banca Carige HP HiResCesare Castelbarco Albani è il nuovo presidente di Banca Carige. Come da previsioni è stata seguita la lista presentata dalla Fondazione, azionista di maggioranza, che aveva indicato Alessandro Repetto come vice presidente e Cesare Castelbarco Albani come presidente. Quest’ultimo andrà a sostituire Giovanni Berneschi, storico numero uno della banca che lascerà l’incarico dopo i contrasti con l’azionista di riferimento e le dure osservazioni di Bankitalia sulla governance dell’istituto.

L’assemblea dei soci di oggi ha nominato contestualmente anche i 15 membri del cda, candidati dai principali azionisti. Oltre al presidente e al vice presidente, gli altri membri sono: Luigi Gastaldi, Lorenzo Cuocolo, Giuseppe Zampini, Evelina Christillin, Elena Vasco (espressi dalla Fondazione), Philippe Garsuaault, Guido Pescione, Philippe Wattecamps, Jerome Bonnet (espressi dal socio francese Bpce Iom), Remo Checconi, Luca Bonsignore, Lorenzo Roffinella, Lucia Venuti (espressi dal gruppo di soci che ha presentato la terza lista).

Il nuovo cda dovrà subito affrontare alcune scadenze ravvicinate e importanti per il futuro della banca impegnata in un difficile piano di rafforzamento patrimoniale da realizzare entro l’anno. In tema di governance Banca d’Italia ha chiesto all’istituto un rinnovamento ampio e una netta discontinuità con il passato con un rafforzamento dell’esecutivo e la nomina di un amministratore delegato con ampi poteri.

E oggi il direttore generale, Ennio La Monica, ha confermato l’impegno a portare avanti il piano di rafforzamento da 800 milioni  in primo luogo con la cessione delle compagnie assicurative che, una volta risanate, possono essere cedute a valori adeguati. “Ci siamo adeguati all’Ivass, oltre che a Banca d’Italia. Le società di assicurazione, dopo anni di sofferenze, sono state messe a posto. Ci sono tutte le condizioni per essere vendute al loro massimo valore”, ha aggiunto il presidente uscente, Berneschi.

La Monica ha poi sottolineato che il rafforzamento patrimoniale è l’aspetto centrale da risolvere, al di là degli aspetti di governance su cui l’assemblea è stata chiamata a decidere oggi. Entro fine ottobre il nuovo consiglio dovrà presentare il nuovo piano industriale ma sarà importante vedere soprattutto l’evoluzione del piano di cessioni, in primo luogo delle due compagnie assicurative, perno centrale del rafforzamento patrimoniale.

Al momento l’istituto ha incassato solamente 101 milioni (con una plusvalenza di 93 milioni) con la vendita dell’Sgr e potrebbe ampliare il perimetro delle cessioni mettendo sul mercato alcune banche territoriali. In particolare, per quanto riguarda la vendita della Banca Cesare Ponti, La Monica ha precisato che la controllata non è stata individuata tra le cessioni dal cda uscente ma non ha escluso che il prossimo board possa valutare una sua eventuale vendita.

Dalle risultanze delle cessioni dipenderà l’ammontare dell’aumento di capitale, tramite il quale potrebbero entrare nuovi soci vista anche la disponibilità della Fondazione a diluire la propria quota rimanendo sempre l’azionista di riferimento. Un processo verso la ricapitalizzazione che quindi andrà avanti anche dopo le dimissioni di Berneschi, secondo il quale “se l’Italia ce la farà a superare questo momento di crisi, credo che il prossimo aumento di capitale sarà un’opportunità per la banca“. Andrà avanti anche il progetto di rivalutazione delle quote di Bankitalia.

Io mi accingo a vendere qualche mia proprietà per comprare altri titoli di Carige perché credo in questa azienda“, ha affermato Berneschi sottolineando che “i soldi non li ho buttati via prima e non li butto ora. Siamo in fondo al ciclo e per questo i titoli perdono valore, non solo quello di Carige ma spero che l’Italia e l’Europa superino questo momento. Il titolo di Carige riprenderà i suoi valori“.

Autore: Valentina Sorrenti – Milano Finanza (Articolo originale)

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