Opinione della Settimana

Galateri: Est motore di crescita per Generali

Il presidente: «Continuiamo a investire. Premi aumentati dell’8% negli ultimi tre anni. Opportunità dai fondi pensione»

Generali sempre più dinamiche a Est. Il gruppo ha molto investito negli ultimi anni in un mercato a forte espansione. Sull’andamento delle operazioni nell’Est Europa è intervenuto ieri a Trieste, in un summit dell’Ince a Trieste, il presidente delle Generali Gabriele Galateri (nella foto, di Marino Sterle-Trieste). L’accordo per acquisire il controllo di Generali Ppf Holding ha riportato a Trieste le leve del comando delle operazioni nella Nuova Europa dove il gruppo triestino è presente in undici Paesi, spesso in una posizione di leadership: «É un mercato sul quale continuiamo a investire», ha detto ieri (venerdì 11 – ndIMC) Galateri. La Nuova Europa – ha chiarito il numero uno del Leone – rappresenta un mercato dove i premi delle Generali sono aumentati dell’8% negli ultimi tre anni. Effetto anche della ristrutturazione e semplificazione del business avviata dal Ceo Mario Greco. Risolto il dossier Ppf, le Generali puntano a consolidare una presenza già matura.

Gabriele Galateri di Genola ImcOggi il gruppo triestino ha una posizione da primato nell’Europa Centro Orientale: terzi nella Repubblica Slovacca, primi nella Repubblica Ceca, secondi in Ungheria (dato annualizzato riferito al primo semestre 2013) e in Serbia, terzi nel Montenegro, fra i primi dieci in Polonia, Romania, Bulgaria, Croazia e Slovenia, terzi nella Repubblica Slovacca, primi nella Repubblica Ceca, secondi in Ungheria (dato annualizzato riferito al primo semestre 2013) e in Serbia, terzi nel Montenegro, fra i primi dieci in Polonia, Romania, Bulgaria, Croazia e Slovenia: «Continuiamo a investire in un’area molto dinamica del mondo dove ci sono forti possibilità di miglioramento. Un motore importante per la nostra crescita in futuro», ha detto Galateri. «Abbiamo tre anni di lavoro davanti», aveva detto Greco dopo l’accordo in Cechia con Petr Kellner. Nel riacquisto delle minoranze nell’Est Europa saranno impiegate risorse per 2,5 miliardi. Il perfezionamento della seconda tranche dell’operazione (dopo l’acquisto del 25% di Gph da Ppf Group per 1,286 miliardi) pari al restante 24% della holding, è previsto a fine 2014. Galateri si sofferma sulle opportunità di crescita che possono arrivare dal mercato dei fondi pensione e dai prodotti assicurazione Vita. La crisi finanziaria ha messo in grave difficoltà i sistemi di protezione sociale. Le grandi compagnie assicurative si rimettono in gioco per fare fronte alle richieste di integrazione pensionistica da parte delle famiglie mentre gli Stati battono in ritirata di fronte alla crisi del debito sovrano. E le Generali vogliono battere sul tempo la concorrenza, ha detto Galateri. Il presidente del Leone ricorda come la presenza delle Generali a Est risalga quasi all’epoca della fondazione (1831) con i prime aperture di agenzie a Budapest, Praga, San Pietroburgo. Alla fine della seconda guerra mondiale, le nazionalizzazioni dei regimi comunisti, hanno sottratto alle Generali il loro impero nell’Est Europa. Poi negli anni Novanta c’è stato il grande ritorno con la regia delle operazioni affidata alla holding viennese: «Oggi – spiega Galateri – l’Est Europa per le Generali è un mercato strategico con notevoli coefficienti di crescita e dove stiamo creando un notevole valore aggiunto». Galateri ha definito la Repubblica ceca fra i Paesi più redditizi per il gruppo triestino seguita da Ungheria e Polonia.

Restano diversi nodi aperti sullo scenario economico verso Est aperti dalla crisi. Giuseppe Scognamiglio è vicepresidente esecutivo e responsabile per gli Affari Internazionali di Unicredit, il gruppo bancario europeo con una radicata presenza nell’Est Europa: «Dopo cinque anni di durissima crisi finanziaria – ha detto al summit Ince a Trieste – nel Vecchio Continente non vedremo più i livelli pre-crisi. Abbiamo sempre investito i dividendi trasferendo liquidità nei Paesi in cui operiamo. É sbagliato erigere barriere contro la crisi: questo è avvenuto in Germania, Repubblica Ceca, Polonia. L’unione bancaria che dovrebbe realizzarsi nel giro di un anno dovrebbe fare giustizia di queste miopi rigidita. La riallocazione delle risorse a partire da quelle finanziarie e fondamentale per potere favorire la crescita dell economia reale e addirittura il salvataggio di tante imprese».

Autore: Piercarlo Fiumanò – Il Piccolo (Articolo originale)

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