Opinione della Settimana

L'incubo di ogni automobilista: l'incidente con auto straniera

Come funziona il risarcimento, cosa fare e come comportarsi per evitare problemi

Frode Assicurativa - Incidente ImcIn caso di incidente tra due veicoli a targa italiana ci si rivolge direttamente alla propria compagnia assicurativa che svolge tutte le pratiche e liquida direttamente i danni dell’assicurato, rivalendosi poi a sua volta sulla compagnia della controparte. Nel caso in cui il sinistro avvenga con una vettura a targa estera (la più alta percentuale di auto non coperte da polizza) però le cose sono leggermente più complicate: la nostra compagnia assicurativa si tira fuori e bisogna rivolgersi all’Ufficio Centrale Italiano (UCI), il quale si fa carico della pratica.

Ma come funziona la procedura? Se la vettura che ha causato l’incidente sul territorio italiano è immatricolata in uno dei paesi dello Spazio economico europeo più altri tre convenzionati (Andorra, Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Romania, Serbia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria), si dovrà inviare una raccomandata all’Uci che contenga tutti i dati dell’incidente e delle persone coinvolte: descrizione dell’incidente, data e località dove è avvenuto il sinistro, nazionalità, marca, modello, colore e targa del veicolo estero coinvolto, nome, cognome e indirizzo del proprietario del veicolo, dati del conducente, nome della compagnia assicurativa, estremi dell’autorità eventualmente intervenuta sul posto, copia del Cid se compilato, copia della carta verde del conducente estero se disponibile. In caso di lesioni a persone bisognerà aggiungere anche i dati dei feriti. Prima di inviare i dati è sempre bene rivolgersi a un esperto per non rischiare di tralasciare nulla.

Una volta ricevuta la raccomandata, l’Uci provvederà a incaricare il corrispondente nominato dalla Compagnia di assicurazione e se i dati forniti non permettono di individuare la compagnia del veicolo estero, l’Uci “svolgerà accertamenti nel Paese di immatricolazione del veicolo, sia per rintracciare la Compagnia assicuratrice e sia per verificare se, in mancanza di un ente assicuratore, esistano i presupposti per applicare la Direttiva 166/72“, come riportato sul sito ufficiale.

I tempi per ottenere il risarcimento si attestano solitamente sui 3 mesi, salvo sorprese. E ce ne possono essere, visto che questi veicoli non sono soggetti a controllo della copertura assicurativa sul territorio italiano. In poche parole, gli stranieri che circolano con targa estera senza assicurazione, con la copertura scaduta o con tagliandi falsi, se fermati dagli organi di polizia non incorrono in alcuna sanzione, né amministrativa né penale, come invece accadrebbe a un italiano.

Ma cosa succede al malcapitato guidatore di un’auto immatricolata in Italia che viene coinvolto in un incidente con una vettura straniera non in regola? Se l’auto coinvolta dovesse risultare priva di copertura assicurativa o con targa falsa interviene la Consap, Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici. In questo caso, dopo una serie di accertamenti, al risarcimento provvederà il Fondo di garanzia per le vittime della strada che presenta però alcune limitazioni, ad esempio c’è una franchigia di 500 euro: i danni inferiori a tale importo, quindi, come la rottura di uno specchietto, una lieve ammaccatura, o una contusione guaribile in due giorni, non saranno risarciti.

Insomma, dopo mesi di attesa, oltre al danno si rischia la beffa.

La normativa sulle auto che circolano in Italia con targa estera

Autore: Silvia Bonaventura – La Repubblica Inchieste (Articolo originale)

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