Opinione della Settimana

Salvatore e quei contratti con Fonsai offerti ai figli dei big

Nell’inchiesta, tra le migliaia di pagine di verbali e conversazioni intercettate, prende forma il ruolo di Salvatore Ligresti, che intesse rapporti, telefona alle persone giuste e assegna consulenze. Anche ai figli dei big

Fondiaria SAI - BrochureLo scorso 6 febbraio, interrogato dai pm, Salvatore Ligresti disse: «La vera storia e ricostruzione dei fatti e dei soggetti che hanno inciso sulla gestione di Fondiaria Sai ancora deve essere scritta». Ora, tra le migliaia di pagine di verbali e conversazioni intercettate, la realtà comincia a prendere forma. E in particolare il ruolo dell’ingegnere, soprannominato «mister 5 per cento» per la sua capacità di accumulare partecipazioni minori ma sempre strategiche. Don Salvatore intesse rapporti, telefona alle persone giuste e assegna consulenze che, secondo i magistrati, potrebbero tornare utili. Come gli 1,2 milioni pagati dalla compagnia nel 2012 allo studio legale di Marco Cardia, figlio dell’ex presidente della Consob. I pm chiedono all’ex manager di Fonsai Fausto Marchionni se il rapporto professionale con Marco Cardia potesse in qualche modo essere favorito dal ruolo del padre. Risposta del manager: «Non so di preciso al riguardo, posso dire che l’affermazione non è illogica».

I SILENZI DELL’ISVAP

«Nel corso del tempo i silenzi dell’Isvap su Fondiaria erano conseguenza di atti corruttivi nei confronti di Giancarlo Giannini», cioè il presidente. Lo ha riferito l’avvocato Riccardo Quagliana, in Fonsai tra il 2011 e il 2013: «Erbetta mi chiese di collaborare affinchè si potessero rinvenire tra alcune società riferibili a Fondiaria le prove di pagamenti a Giannini, anche in forma indiretta». Nella cassaforte di Giannini la guardia di finanza ha sequestrato un documento da cui emergono problemi nelle riserve di Unipol dopo la fusione con Fondiaria. Dall’analisi viene rilevato che per Unipol (e altre undici imprese) «sono emersi segnali di criticità con riferimento alla valutazione delle riserve che necessitano di un approfondimento in sede di analisi di bilancio».

OPERAZIONE POLITICA

«Una decisione politica». Così Marchionni bolla la fusione con Unipol. E lo mette a verbale: «La compagnia era in grado di stare da sola e non vi era la necessità di integrazione con Unipol a patto che i Ligresti facessero un passo indietro». I magistrati si sono chiesti se l’«operazione di pulizia» dei bilanci di Fonsai fatta dall’ex direttore generale Piergiorgio Peluso, figlio del ministro Cancellieri, avesse anche l’obiettivo di spianare il terreno alla fusione con Unipol e all’estromissione della famiglia, accusata di aver spolpato la compagnia. Oltre 250 milioni di dividendi incassati e benefit principeschi come il noleggio di un elicottero accessoriato secondo i desideri di Paolo Ligresti: due milioni di euro per 400 ore all’anno, «un tempo sproporzionato ove si pensi che un pilota ha un monte ore di 100/150 ore». Alberto Nagel, a.d. di Mediobanca, lo dice chiaramente ai pm: «Eravamo preoccupati per il nostro credito di 1,1 miliardi» e «la nostra opinione era che la soluzione migliore fosse la gestione di un gruppo di settore, non familiare».

Fonte: Il Messaggero

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