Dopo l’uscita Sna, Anapa e Unapass incontrano Zanonato. Più tempo dall’Antitrust
Che si profilasse un autunno caldo per gli agenti era facile da immaginare, visti gli interessi in campo, soprattutto dopo l’introduzione della libera collaborazione tra intermediari. La pace tra il principale sindacato degli Agenti assicurativi (Sna) e l’Ania, che dopo sette anni avevano ricominciato a parlarsi, con tanto di comunicati ufficiali di riappacificazione, è già finita. Il tutto sempre a suon di comunicati stampa, preventivi e successivi, agli incontri. Sono rimasti al tavolo solo Anapa e Unapass.
Ma questa divisione giova alla categoria? Se lo chiedono quei professionisti, anche la maggioranza di non sindacalizzati (si stima circa il 70% dei 22mila iscritti al Rui). Di fronte a fatturati in calo, agenzie che chiudono, agenti che diventano broker anche a seguito delle numerose fusioni e aggregazioni tra reti, ha senso una spaccatura di queste dimensioni in un momento così delicato in cui bisogna ricominciare a discutere di contratto? Non solo con Ania, ma anche con i sindacati dei dipendenti delle agenzie. Veniamo ai fatti, dopo essere uscito a inizio estate dalla contrattazione con i dipendenti delle agenzie, una decina di giorni fa Sna ha abbandonato anche dal tavolo di confronto con le compagnie. Una parte della base apprezza la fermezza del presidente Claudio Demozzi, che continua a difendere la figura unica di agente assicurativo, ma timore di molti è che la poca disponibilità alla trattativa, o quanto meno all’ascolto necessari nella fase iniziale di un dialogo da tempo interrotto, sia un fattore critico dell’attuale vertice Sna.
Vi è poi nel settore la crescita di rappresentanza del sindacato Anapa che a oggi dice, nei comunicati, di rappresentare insieme a Unapass il 75% dei premi intermediati in Italia. Un calcolo a cui si giunge tenendo conto dei numerosi presidenti dei gruppi agenti delle principali compagnie iscritti al sindacato promosso da Vincenzo Cirasola, presidente Anapa e del gruppo agenti Generali. Ma, secondo molti, questi numeri non possono essere considerati in una trattativa di categoria: bisogna infatti scindere la rappresentatività dei presidenti di gruppo nella contrattazione aziendale con la mandante, dalla rappresentanza sindacale vera e propria che può essere esercitata solo da organismi sindacali.
Un mese in più. Nella trattativa con Ania aleggia anche l’ombra dell’Antitrust che nei giorni scorsi ha dato un altro mese di tempo alle compagnie per presentare gli impegni necessari a rimuovere gli ostacoli alla concorrenza (denunciati dallo Sna). Per eliminare tali clausole ostative al plurimandato, come noto, lo scorso 12 giugno l’Antitrust aveva avviato un’istruttoria che coinvolge l’80% circa dei premi Danni: da Allianz al Gruppo Unipol, passando per Generali, Axa, Cattolica, Reale e Groupama.
E anche di questo si è discusso ai margini del nuovo incontro istituzionale per Anapa e Unapass con il Ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato dello scorso 13 novembre. I due presidenti, Vincenzo Cirasola e Massimo Congiu, hanno evidenziato come nel mercato assicurativo non ci debba essere nessuna distinzione tra agenti mono e plurimandatari e come questa scelta debba essere legata alla volontà del singolo agente-imprenditore e non imposta per legge.
Autore: Federica Pezzatti – Plus24



