Opinione della Settimana

«Quei rapporti tra Ligresti e l’autorità di vigilanza»

Secondo i pm, l’imprenditore avrebbe raccomandato il presidente dell’Isvap Giannini presso il premier Berlusconi per farlo nominare all’Antitrust

IsvapUn’autorità di vigilanza con assicuratori e società «amici», addirittura con funzionari che aiutano i lobbisti delle compagnie a scrivere leggi a loro favore. L’ombra della corruzione. Il quadro dell’Isvap, l’ex autorità di vigilanza delle assicurazioni (ora diventata Ivass e confluita nella Banca d’Italia) che emerge dai verbali dell’inchiesta di Milano per corruzione nei confronti di Salvatore Ligresti e dell’ex presidente Isvap Giancarlo Giannini (cui è contestata anche la calunnia per aver denunciato un inesistente ostacolo alla vigilanza) è impietoso. A tracciarlo sono direttamente alcuni dirigenti dell’authority nelle dichiarazioni al pm Luigi Orsi. E a un Giannini «amico» di Ligresti e dell’ex amministratore delegato di Fonsai, Fausto Marchionni, si contrappone una Flavia Mazzarella, vicedirettore generale dell’istituzione, schierata pro Unipol nella maxi fusione tra le due compagnie. Così per esempio è descritta l’Isvap dal dirigente dell’area Vigilanza 1, Giovanni Cucinotta, nei vari interrogatori che sostenne nel 2012 man mano che procedeva in Isvap l’esame dell’integrazione Fonsai-Unipol poi conclusasi con un via libera definitivo sotto l’Ivass.

«Marchionni aveva un dialogo diretto con il presidente Giannini. I due si davano del tu» e «si conoscono da tempo perché hanno la medesima provenienza professionale assicurativa» (Ina-Assitalia, ndr )», spiega Cucinotta. Tuttavia non è per il «tu» che Orsi indaga, ma per l’ipotesi che Ligresti abbia raccomandato Giannini presso l’ex premier Silvio Berlusconi per farlo nominare alla guida dell’Antitrust, mentre non avrebbero avuto esito le ricerche della nuova gestione di Fonsai — con Piergiorgio Peluso — sulle voci di soldi erogati a Giannini attraverso una onlus sanitaria.

Sul fronte Unipol, Cucinotta aggiunge: «Ho notato con perplessità e disappunto che tutte le volte che la dottoressa Mazzarella incontra gli esponenti di Unipol (Cimbri) la struttura di vigilanza interviene in un momento successivo all’incontro o viceversa Mazzarella e Cimbri continuano la riunione dopo che noi della vigilanza ce ne andiamo. Ho potuto rilevare che Mazzarella e Cimbri si danno del tu e discutono anche in privato». Secondo un altro dirigente, Antonio Rosario De Pascalis, «la Vigilanza 2 seguiva le società “amiche” del presidente Giannini (ad esempio Fondiaria, Mediolanum, Carige, Poste Vita) mentre in Vigilanza 1 si trovavano le società “non amiche”, su tutte Generali che Giannini detestava perché aveva lanciato un’opa ostile su Ina Assitalia». Per De Pascalis, Giannini proteggeva Fonsai fin dal 2002, da quando cioè arrivò in Isvap portando con sé dal ministero dell’Economia Mazzarella, «allora funzionario che aveva lavorato nella segreteria del direttore generale Draghi», che aveva seguito la privatizzazione di Ina-Assitalia. L’amicizia di Giannini non era limitata a Fonsai. Nel 2003, dice De Pascalis, relativamente a verifiche sulla compagnia della banca genovese Carige «ricordo che Giannini mi chiamò e mi disse “cosa dico al ministro Scajola?”». A quel periodo risale un altro episodio legato alle perdite di Fonsai: «Sarebbe stato assolutamente utile per la società che entrasse subito in vigore una legge che consentiva di congelare le minusvalenze», dice De Pascalis. «Giannini mi mise in contatto con il presidente di Fonsai, il professor Ferro Luzzi, perché aiutassi quest’ultimo a strutturare una proposta di legge in questo senso. In realtà in quel momento la legge non entrò in vigore per l’opposizione del concorrente Ras, il cui amministratore delegato, Greco (Mario, ora in Generali, ndr ) aveva un interesse contrario».

Un’attenzione di Mazzarella a favore di Unipol emerge dalle intercettazioni ambientali realizzate dai Carabinieri del Noe nell’ufficio del dirigente Isvap. Il 7 giugno 2012, scrivono i militari, sta informando Giannini sui tempi del procedimento sanzionatorio verso Fonsai. «La donna avrebbe in animo di concluderlo entro l’11 giugno 2012 (vigilia dell’assemblea Premafin decisiva per l’ingresso di Unipol, ndr ) in quanto lo ritiene “un bello strumento di pressione per farli decidere”». Il 3 luglio Mazzarella quasi ammette un trattamento di favore per Unipol, sotto esame sul valore dei cosiddetti «prodotti strutturati» in bilancio per 5,6 miliardi. Dice Mazzarella a Giannini: «… Intanto andiamo a vedere il ristrutturato di Unipol, che ce lo avevano detto da aprile, ma noi per favorire la società non c’abbiamo voluto sentire…». I militari comunque chiosano che la «battuta assai significativa» è «pronunciata forse con una punta di ironia e in un momento in cui la stampa quotidianamente pubblicava informazioni non gradite ai vertici Isvap».

Un’attenzione all’orientamento delle authority emerge anche da un’intercettazione tra l’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, e quello di Fonsai, Emanuele Erbetta, il 18 maggio 2012. Nei brogliacci Nagel dice a Erbetta «di muoversi sul fronte Consob e fargli capire lo stato di necessità della società» e gli spiega «di non esaminare la proposta con gli altri», cioé con Palladio e Sator «se chiudono con questi», cioé Unipol. Erbetta aggiunge che in Isvap hanno capito che il consiglio non poteva non analizzare la proposta ma tutti sanno che «la strada maestra» è un’altra, cioè Unipol.

Autore: Fabrizio Massaro – Corriere della Sera

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