Opinione della Settimana

Casse, tutta la vigilanza ad una sola Authority

COVIP HPTroppi controlli e troppa burocrazia. Vero. Le casse di previdenza dei professionisti italiani lamentano l’eccessiva vigilanza sulla loro attività. Lo hanno fatto anche di recente in un seminario organizzato da Enasarco, l’Ente pensione di agenti di commercio e promotori finanziari. Sei/sette livelli di controllo sono tanti. Verifiche che però in passato hanno funzionato così così, visti i milioni di euro investiti in prodotti derivati finanziari, fenomeno denunciato dalla Commissione bicamerale di Vigilanza sugli enti di previdenza.

Ecco allora la proposta: diamo tutta la vigilanza alla Covip, l’Authority che controlla i fondi pensione, togliendola ai ministeri. Già oggi Covip si occupa di casse previdenziali grazie al provvedimento dell’ex ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, di due anni fa. Qualche risultato già si è visto. L’Authority della previdenza ha per ora soltanto un compito di raccolta di informazioni sugli investimenti ma in qualche caso è stato sufficiente per dare visibilità su fatti ed episodi ancora poco noti. Ovviamente bisogna rafforzarla. C’è l’occasione visto che bisogna reintegrare i commissari Covip (oggi c’è solo Rino Tarelli). Basterebbe spostare lì un po’ di funzionari da altre strutture; gente con competenze su investimenti finanziari e affini. Con un solo “vigilante” verrebbero accontentate le Casse previdenziali oberate da troppi adempimenti. Allo stesso tempo ci sarebbe un’Authority unica per le pensioni con gli stessi poteri di vigilanza e ispezione per i fondi e per le casse a cui sono iscritti due milioni di professionisti italiani. Il veicolo legislativo per questa piccola rivoluzione potrebbe essere il futuro provvedimento governativo sui nuovi parametri di investimento per le Casse: per i fondi pensione c’è l’ormai noto (agli addetti ai lavori) decreto 703; per gli enti di previdenza dei professionisti si attende, a stretto giro, un medesimo atto normativo. Nel frattempo, un po’ di trasparenza in più sugli investimenti non guasterebbe.

Autore: Vitaliano D’Angerio – Plus24

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