Opinione della Settimana

Trieste sarà la Yale delle Generali per i manager globali

Parla il capo delle Risorse umane Monica Possa: «Già assunte nella holding 75 persone in pochi mesi»

Monica Possa (foto di Ada Masella) ImcMonica Possa (nella foto, di Ada Masella) è il capo delle risorse umane e organizzazione del Gruppo Generali dal febbraio scorso. Bocconiana, prima di approdare nella squadra del Ceo Mario Greco ha svolto lo stesso incarico in Rcs MediaGroup e prima ancora in Omnitel-Vodafone. La top manager del Leone spiega la trasformazione dell’head office triestino nell’ambito della nuova strategia del gruppo. Ma soprattutto annuncia che Trieste diventerà il centro di formazione permanente a livello mondiale delle Generali con manager provenienti dai sessanta Paesi del Gruppo. Significa che la città diventerà la “Yale” delle gruppo triestino. La holding amplificherà il suo ruolo internazionale di elaborazione della “cultura” Generali ma anche come centro di formazione e luogo di scambio ed elaborazione di strategie. A partire dalla nuova Academy.

Come sarà la nuova Academy delle Generali, il centro di formazione permanente per i dipendenti del gruppo che avrà sede a Trieste?

Sarà il centro di alta specializzazione del business e formazione manageriale per tutta Generali. Abbiamo scelto Trieste perché qui risiede l’eccellenza tecnica delle assicurazioni grazie anche alla presenza di istituti universitari di grande livello come l’università di Trieste e il Mib. In città arriveranno già il prossimo anno 400 manager provenienti dai 60 Paesi in cui opera il gruppo per essere formati professionalmente. A regime saranno un migliaio.

Quando partiranno i corsi?

Stiamo già lavorando con l’Università e a febbraio avvieremo i primi moduli dedicati all’ eccellenza tecnica. A questi seguiranno quelli dedicati alle competenze manageriali. La nostra aspirazione è quella di creare un think tank dove si sviluppa la cultura di Generali. Sono convinta che Trieste, grazie al suo spirito internazionale sia sede giusta. Ma vedo anche un’ opportunità per la città che si arricchirà della presenza delle tante persone che arriveranno da tutto il mondo e qui risiederanno e si formeranno.

Quali sono oggi le funzioni dell’head office triestino?

La sede della holding avrà un ruolo maggiore nel governo del gruppo. Diventa l’hub dove creare e condividere le strategie, l’eccellenza tecnica e la cultura Generali. Per far questo stiamo investendo nelle persone e nelle competenze. Sono già state fatte 75 nuove assunzioni a Trieste in pochi mesi che ci portano a 660 persone che lavorano qui.

Come si configura questo nuovo ruolo assegnato alla struttura triestina?

Con un profilo sempre più internazionale, più dinamico per garantire una maggiore presenza e vicinanza nei Paesi dove facciamo il business. Lo stesso Mario Greco viaggia costantemente nei nostri mercati e nell’ultimo anno ha compiuto una trentina di missioni all’estero visitando un gran numero di Paesi del Gruppo. La propensione a viaggiare fa storicamente parte del dna cosmopolita della compagnia dove i suoi manager hanno da sempre un profilo internazionale. Un esempio, Sergio Balbinot Group Chief insurance Officer. Accanto a Sergio anche altri manager come Giovanni Liverani che guida l’Emea, Luciano Cirinà a Praga, Sergio Di Caro in Asia. Ma nei potrei citare molti altri.

Cosa risponde a chi teme un ridimensionamento della struttura triestina a vantaggio della City milanese?

La sede di Generali è e sarà a Trieste. Oggi l’80% degli assunti nell’head office ha sede proprio qui. Cambia però il modo di lavorare, come ho detto. Head office sarà più dinamico: sempre più per fare business bisogna conoscere ed essere vicini ai mercati. Ci vogliono sempre di più persone che si muovano nel mondo. E noi siamo convinti di poterli trovare qui. Come ha detto Mario Greco vogliamo investire nella crescita di persone capaci. Non dimentichiamo che a Trieste hanno sede anche Banca Generali e Genertel, che dovrebbe trasferirsi a breve nella nuova sede di Palazzo Arrigoni. In città le Generali danno lavoro a 2.400 persone.

Quindi il legame rimane forte?

Certo. La storia di Generali è legata a questa città e al suo dna aperto ed internazionale e alle eccellenze di competenza. Attraverso iniziative come l’Academy vogliamo valorizzare le caratteristiche del rapporto tra Generali e questa città per continuare a crescere insieme.

Autore: Piercarlo Fiumanò – Il Piccolo (Articolo originale)

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