Opinione della Settimana

Torino: In viaggio senza polizza. Raddoppiate in quattro anni le automobili non assicurate

Torino (2) ImcIncassi delle tasse in calo del 10 per cento

Qualcuno lo fa per scelta, qualcuno per disperazione. Magari nel mucchio c’è anche qualche distratto: «Oddio, mi è scaduta l’assicurazione! Mica me ne sono accorto», dicono ai vigili che li fermano. Quest’anno i «civich» di Torino, se i calcoli sono corretti, assisteranno a una scena del genere per 2.220 volte circa.

Ma è pronta un’offensiva, affidata a nuove tecnologie, che dovrebbe arginare il fenomeno che da qualche tempo non accenna a placarsi.

È una stima basata sul fatto che da gennaio a ottobre la polizia municipale cittadina ha staccato 185 multe al mese ad altrettanti conducenti che avevano violato l’obbligo dell’ assicurazione di responsabilità civile, la cosiddetta Rc auto.

È una cifra comunque più bassa rispetto al 2012, che fu un anno record con le sue 2.679 violazioni rilevate dai vigili nel capoluogo piemontese, cioè 223 al mese. Niente a che vedere con il 2009: in quel periodo le multe furono “solo” 1.309, ossia 109 al mese, quasi la metà di oggi. Da dove deriva questo boom? Giovanni Acerbo, dirigente della polizia municipale di Torino, la spiega così: «Sicuramente la crisi economica ha influito, sia in un senso che nell’altro: lo scorso anno sono aumentate le violazioni perché sempre più persone non riuscivano a pagare l’assicurazione, mentre in questo 2013 il dato è diminuito probabilmente perché è calato il numero di vetture in circolazione».

Anche Marco D’Acri, assessore al Bilancio della Provincia di Torino, siè accorto del fenomeno. Il suo ente si finanzia anche grazie a un’aliquota del 16 per cento proprio sulle assicurazioni e lui racconta che «dallo scorso anno le entrate garantite da questa voce sono calate dell’ 8-10 per cento. Il motivo? La nostra sensazione è che alcune famiglie che hanno due auto hanno scelto di assicurarne una sola, per risparmiare». Non è una bella notizia per la Provincia, ma neppure per gli altri automobilisti: «Il denaro raccolto con l’imposta sulla Rc auto – spiega D’ Acri – viene destinato soprattutto alla manutenzione delle strade. Ed è sempre meno non solo perché gli automobilisti si assicurano meno, ma anche perché 40 dei 105 milioni che incassiamo se li tiene lo Stato».

I rappresentanti torinesi dello Sna, il Sindacato nazionale degli agenti di assicurazione, stimano che in Piemonte ci siano 250 mila veicoli non assicurati (quindi auto, ma anche moto, furgoni e camion) su un totale di 3,6 milioni di mezzi. Una parte se ne sta chiusa nei garage, un’altra invece circola liberamente. E a guidarli ci sono anche i furbetti, quelli che provano a taroccare il contrassegno per ingannare i controllori. In questo caso, Torino non è messa così male. Secondo i dati della polizia municipale, dal 2009 a oggi sono state sporte appena 58 querele, relativamente poche rispetto ad altre grandi città. Di questi tagliandi, 40 risultavano palesemente falsi, mentre altri 18 sono stati controllati dai laboratori dei civich, che hanno accertato la contraffazione in sette casi.

Nel settore della “Rc auto“, però, la truffa è dietro l’ angolo. L’automobilista può esserne anche vittima, basti pensare che l’Ivass, l’organo di controllo sulle assicurazioni, ogni mese scova almeno una sedicente società assicurativa che rilascia tagliandi senza autorizzazione. Ma i modi per aggirare il pagamento del contrassegno sono molti. Dalla polizia stradale di Torino raccontano per esempio di un fenomeno in crescita che riguarda la Romania: le auto di grande cilindrata, come Porsche, Ferrari e Maserati, vengono sempre più spesso noleggiate attraverso società romene e portate in Italia. Così è sufficiente la “carta verde“, che costa meno e che vale anche in tutto lo Stivale, e si passa pure molto più inosservati nel caso di controlli fiscali.

Il tema di chi si sposta privo di documenti in regola sta molto a cuore dell’Aci. Piergiorgio Re, presidente della sezione torinese, spiega che l’Automobile Club Italia si sta muovendo a livello nazionale: «Faremo un’iniziativa pubblica a Roma nella quale lanceremo la nostra lotta a chi viaggia senza assicurazione. Perché il fenomeno è in crescita e in gioco c’è la sicurezza degli altri automobilisti, ma non solo: un incidente che coinvolge un veicolo senza Rc auto comporta che i costi sanitari vengano scaricati sullo Stato». Non sono pochi, soprattutto in una provincia che ogni anno conta più di 6 mila incidenti con persone che rimangono ferite. Eppure, dice Re, «tutte le città ormai hanno telecamere: non dovrebbe essere difficile utilizzarle per i controlli».

In effetti non lo è. Anzi, è la stessa legge oggi in vigore a prevedere che entro il 2015 si passi al contrassegno “virtuale“. In teoria, saranno i tutor autostradali, gli autovelox fissi e tutti gli strumenti del genere a controllare gli automobilisti: rileveranno la targa del veicolo e sfoglieranno gli archivi della motorizzazione e dell’Ania (l’ associazione delle società assicurative) per verificare che sia tutto in regola, anche il pagamento della “Rc auto“.

La tecnologia esiste già. A Gattico, nel Novarese, c’è un’azienda che se ne occupa, la Guardian Angels: «Abbiamo messo a punto – racconta il responsabile tecnico Mario Brambilla – una telecamera in grado di controllare le targhe e di segnalare alle pattuglie in zona, via sms o attraverso un’applicazione per smartphone, che in quel preciso momento sta passando un’auto senza contrassegno. Ne abbiamo già installate due, una a Castelletto sul Ticino, nel Novarese, e l’altra nel Varesotto, e abbiamo fatto preventivi per diversi Comuni».

Torino non si è ancora mossa. Attende che si faccia qualche passo avanti a livello nazionale, soprattutto per quanto riguarda gli accordi che consentiranno di incrociare i contenuti dei database su patentati, veicoli e assicurazioni. Nel caso, la città potrà far leva sui suoi 37 varchi Ztl e sugli autovelox fissi di corso Regina Margherita e corso Unità d’Italia. Anche la Provincia spera che qualcosa si sblocchi, soprattutto da parte delle compagnie assicurative: «Le nostre banche dati – spiega l’ assessore D’Acri – tengono traccia di chi versa l’imposta provinciale di trascrizione, che scatta ogni volta che viene acquistato un veicolo. Se avessimo accesso al database dell’Ania saremmo in grado di verificare subito chi paga e chi no». I furbetti sono avvisati.

Autore: Stefano Parola – La Repubblica Torino (Articolo originale)

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