Opinione della Settimana

La «cura» dì Greco: continua il ricambio dei manager Generali

Dopo l’uscita di Giancarlo Scotti – numero uno del real estate – si apre il toto nomine: de Poulpiquet e Mazzucco in pole position

Con l’annunciata uscita di Giancarlo Scotti, numero uno del real estate, si completa la rivoluzione manageriale impressa sin dal suo arrivo dal group ceo Mario Greco (nella foto, di Piranha Photography). Convinto da sempre che, per spingere il gruppo assicurativo su nuove frontiere di crescita non sia sufficiente solo ridefinire l’organizzazione e le priorità del business, ma anche poter contare su una squadra rinnovata e completamente allineata alle posizioni del capo.

Investor Day 2013 - Mario Greco (Foto Piranha Photography) ImcL’abbandono di Scotti, che resterà comunque amministratore delegato e direttore generale di Generali Real Estate e Generali Proprieties fino al 31 marzo prossimo, non giunge come un fulmine a ciel sereno.

In primo piano la gestione di Citylife, il progetto di riqualificazione della Vecchia fiera di Milano, di cui Generali ha da poco acquisito la totalità delle azioni, rilevando il 33% in mano ad Allianz. Il ricambio è stato voluto direttamente da Greco con l’intento di dare una sterzata a un progetto che sta procedendo con qualche ritardo non solo per le difficoltà che si trova a vivere il mercato immobiliare italiano, ma anche per le difficoltà emerse in capo ai vecchi soci – Toti e Ligresti -, che hanno spinto il gruppo triestino a trasformarsi da socio finanziario a socio industriale per minimizzare l’impatto negativo sui suoi conti.

Una volta completato, Citylife sarà uno dei quartieri più all’avanguardia in Italia sui fronti della mobilità e della sostenibilità ambientale, con edfici tutu in classe A e autosufficienti sul fronte energetico, oltre alla creazione della più grande area pedonale della Penisola, considerato che la circolazione delle auto e i parcheggi saranno possibili esclusivamente ai piani interrati. Ma il completamento dell’opera non è vicino: la nuova convenzione con il Comune di Milano è stata fissata per il 2023, contro una previsione iniziale del 2016.

Intanto i rogiti procedono a rilento, anche per via di prezzi non proprio a portata di mano (dai 7.500 euro in su). Nel quartiere Generali concentrerà anche tutti i suoi dipendenti milanesi, che troveranno posto nella torre firmata da Zaha Hadid, alta 175 metri per 40 piani, il cui completamento è atteso per il 2016.

Quanto al sostituto di Scotti, per il momento dal Leone non si sbottonano. Rumors di mercato indicano due candidati forti. Il primo è Olivier de Poulpiquet, con esperienza nel settore per aver guidato la ex-Pirelli Real Estate (oggi Prelios) e attualmente alla guida di Morgan Stanley Real Estate Investing. Il suo profilo, anche per l’apertura internazionale, appare in linea con il nuovo corso voluto da Greco, ma fonti vicine alla società americana assicurano che il manager non ha alcuna intenzione di lasciare il suo incarico, né tanto meno la piazza di Singapore, una delle più dinamiche del momento. Così è in ascesa la candidatura di Aldo Mazzucco, amministratore delegato di Beni Stabili, che fa capo a Leonardo Del Vecchio, socio forte anche in Generali.

Una volta trovato il sostituto di Scotti, Greco avrà completato la rivoluzione della prima linea manageriale, che è partita nell’estate del 2012 – con la nomina di Alberto Minali come chief financial officer e lo spostamento di Raffaele Agrusti a country manager per l’Italia. Quindi l’uscita di Sergio Balbinot dal cda e l’arrivo di Nikhil Srinivasan a chief investment officer. Infine l’uscita dello stesso Agrusti, sostituito da Philippe Donnet.

I nuovi arrivi hanno suscitato qualche malumore tra gli esponenti della seconda linea manageriale, che contavano nel nuovo corso per spiccare il volo in maniera definitiva, ma Greco ha mostrato di voler privilegiare un’altra strada, quella di innestare forze fresche, meglio se con un profilo internazionali e pochi legami con i soci storici del Leone.

Autore: Luigi Dell’Olio – Il Piccolo

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