Opinione della Settimana

Unipol, sui premi l’opzione trustee

Verso un nuovo piano. In salita la cessione degli asset della Milano ad Ageas. In caso di mancato accordo possibile un ulteriore confronto con l’Antitrust e l’arrivo di sanzioni

Unipol - Sede Gruppo ImcIn vista della scadenza del 15 gennaio, giorno entro il quale UnipolSai deve decidere se accettare o meno l’offerta di Ageas sul portafoglio premi da 1,7 miliardi, il mercato si interroga su quali potrebbero essere le strade percorribili in caso di mancata accettazione della proposta. Secondo indiscrezioni la compagnia bolognese potrebbe chiedere un’ulteriore proroga all’autorità per la concorrenza la quale, in assenza di un closing, è pronta a muoversi per ricevere chiarimenti. Ma quale fine avrebbe la proroga? Secondo alcuni addetti ai lavori l’attuale offerta presentata da Ageas, per come è stata strutturata, ha pochissime speranze di essere considerata. L’ad di UnipolSai, Carlo Cimbri, è stato piuttosto chiaro: se la proposta non è congrua, verrà rispedita al mittente. Quindi la proroga servirebbe a Unipol e Ageas per risedersi a un tavolo di trattative e per definire meglio l’accordo. Tuttavia c’è chi crede che a Bologna abbiano provato a percorre anche altre strade che possano far emergere soluzioni alternative a ridosso della scadenza. Insomma, una sorta di piano B da sottoporre all’Antitrust: anche però possibile, sostiene qualcuno, che nell’ambito della procedura di inottemperanza che potrebbe aprire l’Antitrust si valuti di societarizzare il ramo d’azienda. In questo caso, una delle ipotesi allo studio sarebbe la creazione di un trustee per la gestione della nuova realtà.

La tempistica

UnipolSai ha sforato il termine del 31 dicembre 2013 per valorizzare il protafoglio premi da 1,7 miliardi. L’Antitrust aveva dato tempo alla società 18 mesi per cedere il pacchetto: lasso di tempo che, normalmente, è sufficiente per completare l’operazione. Non è stato così per Bologna che, tuttavia, va ricordato ha completato l’integrazione solo a fine 2013 e soprattutto ha definito la partecipazione di Milano Assicurazioni all’integrazione solo in autunno inoltrato. Da lì è stata una corsa contro il tempo culminata con l’offerta di Ageas presentata il 19 dicembre, ossia l’ultimo giorno utile, e con il termine ultimo del 15 gennaio. Per quella data il quadro sarà maggiormente chiaro e in quella sede, probabilmente, si terrà anche un vertice Antitrust per valutare il da farsi.

Le opzioni

Se non dovesse emergere il piano B e l’offerta di Ageas non venisse accolta, UnipolSai dovrebbe tornare al confronto con l’Antitrust per identificare possibili margini di manovra. È probabile, tuttavia, che l’Autorità di fronte al mancato rispetto della tempistica si trovi costretta ad aprire la procedura di inottemperanza. Una procedura che non ha perimetri temporali precisi e che è utile a garantire il massimo livello di interscambio tra le controparti. In questa sede, di fatto, andrebbero considerate le opzioni alternative posto l’insuccesso della prima gara.

Si potrebbe immaginare che a UnipolSai venga chiesto di societarizzare il ramo d’azienda fin qui destinato alla vendita in modo da rendere più attrattivo l’asset. A quel punto, la nuova entità, controllata al 100%, dovrebbe venir separata, dal punto di vista gestionale da Bologna. Con quali strumenti, un cda e un management completamente indipendenti piuttosto che la creazione di un trustee, è un aspetto da verificare. Così come sarà da stabilire il perimetro della realtà. UnipolSai, complici le strategie di pulizia di portafoglio, ha già ridotto la fetta di mercato sul ramo danni da quando l’Antitrust impose la maxi dismissione. Tant’è che, se si fa riferimento al portafoglio oggetto di cessione, il giro d’affari sarebbe sceso a 1,5 miliardi. D’altra parte se si vedono i conti dei 9 mesi di Milano Assicurazioni emerge che il portafoglio premi nel ramo danni è sceso di 240 milioni. Insomma, è possibile che in alcune province Unipolsai abbia centrato l’obiettivo imposto dall’Antitrust senza la dismissione dell’asset. Questo, però, dovrà essere oggetto di verifica approfondita nel corso del confronto con l’Autorità garante della concorrenza e potrà avvenire solo alla luce dei nuovi dati Ivass, attesi per la primavera del 2014.

Autori: Carlo Festa e Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore (Articolo originale)

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