Opinione della Settimana

Assicurazioni: «Con il canale online i servizi aumentano»

Online ImcL’assicurazione online? «Ha una funzionalità soprattutto educativa». Ne è convinta Patrizia Contaldo, ricercatrice del Carefin, il Centre for applied research in finance della Bocconi, che fa notare come, a fronte di un 44% di persone che utilizzano internet per fare preventivi (il 27% attraverso canali diretti), rimane ancora molto bassa (20%), la percentuale di chi trasforma la richiesta in acquisto: «Il preventivo online permette di fare confronti e prendere coscienza del prodotto assicurativo. Grazie a internet, il cliente si informa di più e diventa consapevole di quello che sta acquistando».

Con l’online, però, si risparmia anche. 

Certo, sottoscrivendo una polizza via web si ha anche una riduzione del premio. Ma non sempre per uno stesso profilo il prodotto acquistato online è più vantaggioso di quello tradizionale. Bisogna stare molto attenti a quello che si sottoscrive, guardare i massimali e soprattutto la franchigia.

Quali sono gli altri vantaggi che offre internet? 

A settembre dello scorso anno è entrato in vigore il provvedimento Ivass che obbliga le compagnie a creare una “home insurance“, ovvero di mettere a disposizione del cliente un’area dedicata, accessibile tramite password dalla homepage istituzionale, per agevolare la gestione delle polizze online. Il vantaggio è avere la visibilità della propria posizione. Quindi si può vedere il contratto sottoscritto, il numero dei sinistri, la stato di avanzamento di una pratica relativa all’incidente. Inoltre, è anche possibile avere subito una serie di documenti per poter interagire con la propria compagnia.

E i limiti? 

Uno dei principali è la difficoltà nel chiedere informazioni ulteriori rispetto a quelle riportate sulla schermata del computer. Quindi, bisogna sempre leggere con attenzione la polizza quando arriva a casa e verificare tutte le info che non è stato possibile controllare online. E se non si è soddisfatti ci si può sempre avvalere della facoltà di recesso nei primi 14 giorni.

Può farci qualche esempio? 

Non tutti i “preventivatori” online rendono visibile la cosiddetta “protezione rivalsa“, che mette al sicuro il contraente da una possibile rivalsa della compagnia assicurativa nel caso in cui, per esempio, provochi un incidente in stato di ebbrezza.

Come si svilupperà in futuro il prodotto Rc auto? 

Avremo due principali tipologie di prodotto. Da una lato una mera assicurazione di responsabilità civile, che sarà sottoscritta soprattutto dai più giovani e da un target più sensibile alla questione prezzo; dall’altro un prodotto all inclusive, con una serie di servizi accessori. E questo sarà un trend che riguarderà tutto il mondo assicurativo. Nel panorama del ramo danni, e più in particolare della Rc auto, molto dipenderà anche dalla maggiore diffusione della scatola nera, che già oggi permette alle compagnie di offrire garanzie extra alla responsabilità civile, come l’antifurto satellitare o la possibilità di chiamare i soccorsi spingendo un bottone. Va considerato, comunque, che la scatola nera è un meccanismo che le autorità comunitarie pensano in prospettiva di inserire obbligatoriamente nelle vetture circolanti in Europa perché permette di garantire più sicurezza alla popolazione in caso di incidenti. Quindi è destinato a un diffuso utilizzo. Questa prospettiva è rilevante perché potrebbe essere estesa non solo a una parte ancora ridotta delle coperture auto, ma all’insieme del portafoglio e ridurre i costi attuali per installare o togliere il meccanismo.

Però con la black box c’è l’incognita della violazione della privacy. 

Quello della privacy è un falso problema. Sì, è vero, installando una scatola nera in auto si è localizzati sempre. Ma lo stesso succede se nella propria autovettura c’è un telefonino. Bisogna guardare gli aspetti positivi della localizzazione, come la possibilità di un intervento mirato e tempestivo in caso di bisogno.

Autore: Gabriele Petrucciani – Il Sole 24 Ore

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