Opinione della Settimana

No al danno “catastrofale” se la vittima non ha mai ripreso conoscenza

Cassazione - Esterno ImcIn caso di sinistro stradale non può essere riconosciuto il danno catastrofale ai genitori della vittima che è entrata subito in coma senza aver mai ripreso conoscenza e dunque senza potersi rendere conto dell’accaduto. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 759/2014, rigettando il ricorso dei genitori di un giovane morto in un incidente, in circostanze mai chiarite, mentre era in motorino.

Nessun danno morale – Secondo quanto ricostruito dalla Corte di merito, infatti, siccome il giovane è rimasto in stato di incoscienza dal momento dello scontro fino alla morte, «non è configurabile in capo allo stesso un danno morale consistente in una sofferenza transeunte determinata dal trauma». Infatti, nei dodici giorni intercorsi tra l’incidente e la morte, il giovane non ha mai ripreso conoscenza ed è passato dal quarto al settimo grado di coma, senza conseguire alcun miglioramento sia pure temporaneo, tanto che allo stesso non è stato liquidato il danno biologico.

La posizione della giurisprudenza – Dunque, osserva la Cassazione, la Corte di appello si è attenuta alla giurisprudenza di legittimità in materia di cosiddetto «danno catastrofale», che «rientra nell’unitaria categoria di danno non patrimoniale … e che si sostanzia nel risarcimento della sofferenza patita dalla vittima nel periodo breve che precede la morte in cui essa ha la possibilità di rendersi conto della gravità del proprio stato e dell’approssimarsi della morte».

Il danno morale “iure hereditatis– Infatti, la giurisprudenza della Cassazione ha affermato che in caso di morte che segua le lesioni dopo breve tempo, la sofferenza patita dalla vittima durante l’agonia è autonomamente risarcibile non come danno biologico, ma come danno morale “iure hereditatis“, a condizione però che la vittima sia stata in condizione di percepire il proprio stato, mentre va esclusa anche la risarcibilità del danno morale quando all’evento lesivo sia conseguito immediatamente lo stato di coma e la vittima non sia rimasta lucida nella fase che precede il decesso.

Fonte: Guida al Diritto (Articolo originale, via Quotidiano del Diritto)

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