Opinione della Settimana

Il Gip di Torino blocca il patteggiamento di Jonella Ligresti: “Pena non congrua”

Procura Torino ImcSecondo il giudice è troppo bassa la sanzione proposta, 30mila euro, e manca il risarcimento alle persone offese. I legali: “Siamo sorpresi, la Procura era d’accordo”. Il ministro Cancellieri potrebbe intanto essere sentito a Roma

Il gip di Torino, Sandra Recchione, ha respinto la richiesta di patteggiamento a 3 anni e 4 mesi avanzata da Jonella Ligresti nell’ambito dell’inchiesta Fonsai. Il giudice, secondo quanto ha comunicato alle parti, non ha ritenuto congrua la pena, facendo anche riferimento alla parte pecuniaria della sanzione proposta, 30 mila euro, e alla concessione delle attenuanti generiche. Ha anche fatto presente che non ci sono stati risarcimenti alle persone offese. “Siamo sorpresi – spiega l’avvocato Lucio Lucia – perché la richiesta della nostra assistita era determinata dalla volontà di uscire il prima possibile dal carcere per motivi familiari e la Procura era d’accordo“.

Già in mattinata le associazioni dei consumatori Adoc, Codacons e Movimento Consumatori, si erano opposte alla richiesta di patteggiamento, considerandola appunto “non congrua“. Questa posizione è stata ribadita nell’udienza davanti al Gip Recchione, che ha negato alle associazioni di poter chiedere un risarcimento del danno in sede di patteggiamento e di subordinare il patteggiamento al risarcimento del danno. Dopo aver ascoltato le parti, il giudice era entrato in camera di consiglio per decidere se ratificare o meno l’accordo trovato dalla figlia dell’immobiliarista siciliano e la Procura di Torino, che contesta alla ex amministratrice Fonsai i reati di falso in bilancio aggravato e manipolazione del mercato.

In un altro filone della vicenda Fonsai, che riguarda i Pm romani, il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, potrebbe essere convocato come persona informata sui fatti; i magistrati indagano sui ripetuti contatti telefonici avvenuti la scorsa estate con la famiglia Ligresti.

Ieri, infatti, i Pm Stefano Pesci ed Erminio Amelio hanno verbalizzato per oltre tre ore le dichiarazioni di Antonino Ligresti, fratello del patriarca Salvatore: le conversazioni con la Cancellieri e suo marito, Sebastiano Peluso, amico di vecchissima data, si giustificavano con la forte preoccupazione che Antonino Ligresti aveva per lo stato di salute psico-fisica della nipote Giulia messa a dura prova dalla detenzione nel carcere di Vercelli. Ligresti non ha fatto altro che confermare ai pm l’antica amicizia che c’è con la famiglia del Guardasigilli, così come l’inesistenza di qualunque rapporto con suo fratello. Altri esponenti della famiglia Ligresti, oltre alla stessa Cancellieri, potrebbero essere sentiti dagli inquirenti nelle prossime settimane.

Fonte: La Repubblica (Articolo originale)

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