Opinione della Settimana

Statali in Laborfonds, D’Alia possibilista

Tavolo tecnico, il ministro è favorevole. Stocker: stiamo prendendo la via migliore. Peterlini seguirà le trattative

Laborfonds e ministro D'Alia ImcRoma apre all’ingresso degli statali in Laborfonds ma prima che l’operazione possa essere portata a termine ci vorrà almeno un anno. In ogni caso i vertici della previdenza integrativa regionale, dopo l’incontro lampo con il ministro della Funzione pubblica Gianpiero D’Alia, guardano con ottimismo al futuro e intanto hanno incaricato l’ex senatore Oskar Peterlini di seguire le trattative insieme al direttore di Pensplan Markus Obermair.

Il viaggio di D’Alia a Bolzano si è trasformato in una vera e propria odissea. Il maltempo che ha flagellato Roma, le massicce nevicate da Verona in su ha fatto slittare l’arrivo del ministro che ha dovuto rinunciare all’incontro ufficiale con i governatori Ugo Rossi e Arno Kompatscher. I tre si sono visti solamente a cena insieme al prefetto Elisabetta Margiacchi e ai vertici di Pensplan e Laborfonds. Regista dell’operazione l’ex senatore Oskar Peterlini che D’Alia lo conosce bene per averci collaborate a lungo all’interno del gruppo per la Autonomie.

La questione dell’adesione degli statali alla previdenza regionale è stata trattata anche nell’incontro tecnico che ieri mattina D’Alia ha avuto con l’assessora regionale Martha Stocker, l’assessora provinciale Waltraud Deeg, la deputata della commissione lavoro Luisa Gnecchi che insieme ai vertici del fondo pensione Laborfonds e di Pensplan Centrum, Giorgio Valzolgher e Markus Obermair. Subito dopo però D’Alia è dovuto tornare a Messina a causa dell’improvvisa morte della madre. Il convegno a cui avrebbe dovuto partecipare è stato annullato ma l’incontro tecnico si è tenuto lo stesso.

«Il Ministro D’Alia ha mostrato interesse verso il tema e ha promesso di occuparsi del problema dell’adesione dei dipendenti pubblici al sistema di previdenza complementare regionale — sottolinea l’assessora regionale Martha Stocker —. Ho l’impressione che stiamo prendendo la via migliore. Nonostante l’improvvisa perdita, il Ministro D’Alia ha ritenuto importante incontrare la delegazione, invitandola a Roma per discuterne. Lo faremo nelle prossime settimane».

Ottimista anche Luisa Gnecchi. «Io credo molto in questa apertura, spero si possa andare avanti. Da segretaria della Cgil ero stata tra gli artefici del progetto Pensplan, adesso spero che si possa fare questo ulteriore passo avanti».

La delegazione tecnica che tra un paio di settimane si recherà a Roma per incontrare i tecnici del ministero della Funzione pubblica sarà guidata da Oskar Peterlini, consulente di Pensplan ormai da diversi anni ma sempre a titolo gratuito. «I nodi principali sono due: la questione fiscale e l’adesione degli statali che sono gli unici esclusi dalla previdenza complementare regionale. Purtroppo ci sono delle resistenze da parte dei gestori di vari fondi che temono di perdere iscritti ma c’erano anche in passato e siamo riusciti a superarle. Più difficile – spiega l’ex senatore della Bassa Atesina — sarà risolvere la questione fiscale. I dipendenti pubblici sono penalizzati rispetto a quelli del privato. Non solo la liquidazione è tassata al 27%, il triplo di chi lavora nel privati, ma anche la quota esentasse che annualmente si può destinare alla previdenza complementare è molto più bassa. Due massimo tremila euro a seconda dei contratti, mentre nel privato si superano i 5mila».

Da senatore Peterlini ha provato più volte a cambiare le regole ma ogni volta è arrivato il niet della commissione Finanze. Ora i parlamentari altoatesini torneranno alla carica ma, visto lo stato dei conti pubblici, non sarà affatto facile riuscire ad ottenere l’agognato sconto.

I dipendenti pubblici sono l’asse portante della previdenza complementare. Dei circa 70mila impiegati pubblici presenti in regione oltre 47mila sono iscritti a Laborfonds. Ora, oltre ai dipendenti delle province, dei comunali, della scuola, della sanità Pensplan vorrebbe aprirsi anche agli statali veri e propri. Ovvero funzionari dell’Inps, Inail, Commissariato del governo, dipendenti dell’Università di Trento e anche funzionari di polizia «In principio non vorremo escludere nessuno e che tutti avessero la possibilità di scegliere» prosegue Peterlini. Il bacino di aderenti potenziali è di 12mila persone: un piccolo esercito per potrebbe rimpinguare in maniera significativa il patrimonio del fondo pensione regionale e aumentare anche il peso sui mercati finanziari.

Attualmente Laborfonds conta 113mila aderenti di cui 64mila a Bolzano e 49.900 a Trento. La maggiore penetrazione del fondo complementare regionale è nel pubblico impiego visto che il 68% degli aventi diritti hanno aderito. Altri 30mila sono lavoratori di industria e artigianato mentre nei servizi solo il 24% dei 75mila potenziali aderenti ha scelto Laborfonds. Minima invece la presenza dei contadini che sono circa 2mila.

Fonte: Corriere dell’Alto Adige

Nella foto in alto, da sinistra verso destra: Angelo Gennaccaro (segretario Provinciale UDC di Bolzano), Elisabetta Margiacchi (Commissario del Governo), Gianpiero D’Alia (Ministro della Funzione pubblica), Arno Kompatscher (Presidente della provincia autonoma di Bolzano), Martha Stocker (Assessora Regionale), Oskar Peterlini.

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