Opinione della Settimana

Le sfide di Greco: dismissioni e crescita

Investor Day 2013 - Mario Greco (Foto Piranha Photography) ImcGli analisti: dopo i cambiamenti nella governance il Ceo dovrà accelerare sulla redditività. Christian Delaire pronto a guidare la divisione immobiliare. I mercati in attesa di una soluzione per la vendita di Bsi

Completare il piano di dismissioni delle attività non più ritenute core; integrare i nuovi manager della prima linea per superare contrasti e sovrapposizioni del passato; accelerare sul fronte della redditività. Sono le tre sfide che attendono Generali per i prossimi mesi secondo gli analisti. «Il ruolo sempre più centrale del group ceo Mario Greco (nella foto, di Piranha Photography) è un fattore di forza agli occhi del mercato, perché si tratta di un manager che ha sempre avuto la creazione di valore come obiettivo centrale», spiega un operatore. «Tuttavia, dopo una lunga corsa del titolo, gli ultimi mesi non sono stati brillanti per mancanza di un nuovo catalizzatore». In particolare, da inizio anno il titolo è sceso di quasi un euro (con la chiusura di venerdì a quota 16,13 euro), pur continuando a registrare un rialzo di circa un quinto nel confronto a dodici mesi.

A un mese dall’approvazione dell’esercizio 2013 (il cda si riunirà il 12 marzo), gli analisti cominciano a prendere posizione sul titolo, anche se è ancora presto per il consensus (media dei numeri attesi in merito ai principali indicatori). Secondo Kepler Cheuvreux il titolo merita una raccomandazione d’acquisto con il target price che passa da 17,5 a 20 euro. Un rialzo importante, spiegato in primo luogo con i miglioramenti apportati dal gruppo triestino sul fronte della governance e del management team. L’arrivo di Greco viene definito come una pietra miliare nella storia della compagnia, capace di rifocalizzare l’attenzione sul tema della redditività. Le uniche riserve riguardano il profilo di rischio, considerato superiore ai principali concorrenti europei per la maggiore esposizione sul ramo vita. Vede, invece, spazi di rivalutazione più ridotti Exane, che giudica “underperform” il titolo, pur avendo da poco alzato il prezzo obiettivo da 16 euro a 17 euro. La prudenza è giustificata dall’attesa per i numeri dell’esercizio 2013 e per la corsa già registrata negli ultimi due anni dal titolo, che oggi tratta in Borsa a 10,3 volte i risultati attesi al 2015 contro i 9,4 dei competitor europei.

Un premio che trova la sua principale spiegazione nell’auspicio di numeri superiori alle attese. Un contributo fondamentale dovrebbe arrivare dalla prima linea manageriale messa a punto da Greco, che sin dal momento del suo arrivo ha voluto nomi nuovi alla guida di quasi tutte le divisioni. L’ultimo tassello ancora da completare riguardava il business immobiliare, che presto dovrebbe essere affidato al francese Christian Delaire, in arrivo da Aew Europe, in sostituzione di Giancarlo Scotti, per sei anni al comando di Generali Real Estate, ma da qualche tempo in rotta di collisione con Greco per la vicenda Citylife. Il quartiere in via di realizzazione a Milano nel quartiere dove sorgeva la vecchia fiera si sta rivelando, infatti, un’opera più difficile del previsto a causa della crisi che ha investito il mattone nella Penisola e che rende non più attuali i prezzi inizialmente previsti.

Novità sono attese anche sul fronte delle dismissioni. Il gruppo assicurativo ha indicato in 4 miliardi di euro l’incasso dalle attività non strategiche entro fine 2015 e 2,4 miliardi sono già finiti in cassa tra partecipazioni in business estranei alle assicurazioni, alcune controllate estere, fino alla cessione di Fata Danni a Cattolica.

Per centrare l’obiettivo potrebbe bastare la cessione di Bsi, istituto di credito elvetico specializzato nella gestione dei grandi patrimoni. A Trieste l’asset è valutato all’incirca 1,8 miliardi di euro, ma le offerte giunte fino a questo momento sarebbero sensibilmente inferiori, anche perché si prospetta un accordo tra Italia e Svizzera sul fronte dei patrimoni detenuti dai nostri connazionali nei Cantoni che toglierebbe appeal agli istituti elvetici.

Autore: Luigi Dell’Olio – Il Piccolo

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