Opinione della Settimana

Pordenone: Falsifica l’Rc auto, allenatore denunciato

Come lui un’impiegata di una compagnia assicurativa e l’autista di un camion. «Assicurazioni attivate solo in caso di controlli»

Pordenone - Municipio ImcÉ stata davvero una svista o, dietro quei tagliandi fotocopiati scoperti quasi per caso, vi era l’intento di un raggiro vero e proprio? Sarà la magistratura a stabilirlo, dopo avere ricevuto un rapporto della Polizia stradale di Pordenone, che ha concluso un’indagine sulle assicurazioni irregolari con la denuncia di tre persone, tra cui un noto allenatore di calcio di una formazione dilettantistica del Friuli occidentale.

La vicenda aveva preso le mosse poco meno di un mese fa quando una pattuglia della Polizia stradale di Pordenone, durante un posto di controllo ad Azzano Decimo, aveva fermato un autocarro. Alla richiesta di esibire la polizza, il conducente, C.S., 47 anni, di Azzano Decimo, aveva prodotto la fotocopia del tagliando assicurativo. Gli agenti hanno riscontrato, attraverso il sistema Ania, che la copertura non c’era.

«Ho pagato i 600 euro al mio assicuratore», si è giustificato il conducente, credendo di essere in regola e di avere quindi copertura assicurativa. Tanto che il quarantasettenne ha chiamato davanti alla polizia il suo referente. Si tratta di M.G., 43 anni, di Zoppola, giardiniere di professione, brooker assicurativo a tempo perso, plurimandatario, e noto nel mondo del calcio del Friuli occidentale in quanto allenatore di una squadra del campionato dilettanti.

Tutto pareva essere finito lì. Il giorno dopo, infatti, il broker era stato invitato a riprodurre i documenti originali nella sede della polizia stradale. Cosa che effettivamente avviene, sebbene con qualche ma. In questo frangente entra in scena anche una donna, M.C., 44 anni, di Azzano Decimo, dipendente di una nota compagnia assicurativa.

É colei, secondo quanto denunciato alla Procura della Repubblica, che riproduce la documentazione assicurativa. La cui compagnia, però, risulta essere diversa da quella prodotta in fotocopia dal conducente dell’autocarro.

Quando la squadra di polizia giudiziaria della Polstrada analizza i documenti per chiudere il verbale, scopre che l’assicurazione era valida, ma la copertura partiva dal giorno e dall’ora del controllo dell’autocarro dell’azzanese. Gli investigatori chiudono il cerchio, sospettando che la donna si sia prestata, su indicazione del broker, a produrre i documenti a giustificazione del pagamento contestato.

I tre sono stati denunciati: l’allenatore di calcio e la dipendente della compagnia assicurativa per l’ipotesi di reato di falsità in scrittura privata; il conducente dell’autocarro, invece, è stato segnalato alla Procura per l’ipotesi di reato di uso di atto falso (il contrassegno assicurativo esposto nel mezzo).

Secondo la ricostruzione degli inquirenti era il broker ad attivare le assicurazioni, senza tuttavia registrare, almeno nel caso contestato, l’avvenuto pagamento da parte del cliente, che riceveva una fotocopia ma di fatto non era coperto La polizia stradale non esclude che altri siano finiti nello stesso circolo che, a giudizio della difesa è frutto di un equivoco, per l’accusa un reato.

Autore: Enri Lisetto – Messaggero Veneto (Articolo originale)

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