Opinione della Settimana

Previdenza integrativa: Tutte le insidie dei vecchi Piani

Sul primo versamento caricamenti fino all’80%. Ma si può cambiare fondo gratuitamente

Previdenza complementare - Domande ImcI caricamenti sul primo versamento? Anche l’80%. E sui versamenti successivi i costi vanno da un minimo del 4% a un massimo dell’8%, oltre alle normali commissioni di gestione. Sono le spese folli dei Pip vecchia edizione, quelli antecedenti la riforma 252 del 2005 (è entrata in vigore l’1 gennaio 2007). Sono polizze a tutti gli effetti, vigilate da Ivass (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) e non da Covip. La maggior parte di questi prodotti sono ormai fuori commercio, nel senso che non possono essere sottoscritti da nuovi aderenti, anche se continuano a essere alimentati con i premi dei vecchi clienti. Altri, invece, sono stati adeguati alla riforma e quindi in grado di accogliere nuovi aderenti. È questo per esempio il caso del fondo ViPensiono, emesso da Zurich Investiment Life a dicembre 2001, che post adeguamento ha ridotto i caricamenti sui versamenti annuali. Prima oscillavano tra il 4% e il 6%, mentre oggi vanno da un minimo del 2,50% a un massimo del 3,50 per cento. «Fino a dicembre 2006 esistevano due prodotti distinti – spiegano da Zurich –, il ViPensiono garantito, collegato alla gestione separata Vip, e il Vipensiono azionario, collegato al fondo interno Eurovip. A seguito del decreto Maroni, Zurich ha tempestivamente adeguato il prodotto ai requisiti Covip (è l’autorità che vigila sul funzionamento dei fondi pensione complementari, ndr), facendosi autorizzare la commercializzazione della nuova versione e iscrivendo il prodotto nell’apposito albo. Con l’adeguamento, i due prodotti, Garantito e Unit, sono stati fusi in un unico strumento collegato alla gestione separata e al fondo Unit. Negli anni successivi, poi – continuano – è stata prima introdotta la possibilità di ripartire l’investimento, anche parzialmente, fra gestione e fondo secondo sei linee distinte, più o meno rischiose, e poi è stato introdotto anche il life cycle, in base al quale la compagnia sposta parte dell’investimento dal fondo unit alla gestione garantita mano a mano che ci si avvicina all’età pensionabile».

I prodotti che, invece, non si sono adeguati alla riforma conservano tutt’oggi dei caricamenti eccessivi. Tuttavia, gli attuali aderenti hanno la possibilità di trasferire le proprie posizioni in un piano individuale pensionistico post 2007, ottenendone di conseguenza un beneficio in termini di spesa. I costi del trasferimento? Mediamente oscillano intorno ai 50 euro, che possono essere azzerati se si rimane nella stessa compagnia, come spiegano da Allianz, che ha deciso di non adeguare alla riforma Maroni il “vecchioMy Life Previdenza (conta 25.763 iscritti per un totale riserve di 71,4 milioni di euro): «È un prodotto che può essere utilizzato anche come una polizza pura, non a fini pensionistici. Per questo motivo abbiamo preferito creare un nuovo prodotto con finalità esclusivamente previdenziale, il My Life Previdenza 2007, lasciando alla rete la libertà di far transitare o meno i clienti dal vecchio al nuovo Pip a seconda delle loro esigenze. Per il trasferimento delle posizioni è previsto un costo amministrativo di 50 euro, che viene completamente abbattuto se il passaggio viene effettuato su un altro fondo del gruppo Allianz». Insomma, un trasferimento a costo zero che porterebbe a un vantaggio economico a tutti i clienti che hanno sottoscritto il Pip “vecchio” con una finalità pensionistica e non assicurativa. Oltre alle normali commissioni di gestione (management fee), infatti, il prodotto ante 2007 prevede dei caricamenti su ogni versamento che oscillano tra un 4% e un 7% (una forbice che si allarga fino al 9% sul primo versamento), a seconda dell’ammontare complessivo dei premi. Il nuovo My Life Previdenza, invece, ha un costo sui contributi del 2%, a cui si aggiungono le spese annue di gestione, pari all’1,5 per cento. «In casa abbiamo anche altri prodotti con zero costi di ingresso, ma con una management fee leggermente più alta, al 2%», concludono da Allianz.

Autore: Gabriele Petrucciani – Il Sole 24 Ore

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