Opinione della Settimana

«Scatola nera per tariffe più basse»

L’Ania apre: prezzi basati sulle abitudini di guida e non sulla residenza. Cauta Federconsumatori: «Dovrebbero avere tutti il dispositivo, ma chi paga?»

Scatola Nera (3) ImcNiente di nuovo sotto il sole, almeno per quanto riguarda i prezzi. Il divario tra Napoli e il resto d’Italia – in particolare il Nord – resta una certezza inoppugnabile. Le tariffe Rc Auto per gli automobilisti partenopei costano sempre il doppio o il triplo rispetto a quelle dei loro colleghi settentrionali. Lo certificano ancora una volta le ultime indagini dell’Ivass. Tutto come sempre, a dispetto dei tentativi periodici della lobby delle assicurazioni di propagandare cali dei premi molto spesso inesistenti o, nel migliore dei casi, talmente ridotti da risultare irrilevanti. Tuttavia, proprio l’ossessionante ripetitività del fenomeno ha indotto recentemente i rappresentanti delle istituzioni locali a prendere iniziative, spalleggiando finalmente le associazioni dei consumatori. E qualcosa sembra muoversi, anche se non è detto che sia sufficiente. La prima e più sorprendente presa di posizione è stata quella dei parlamentari campani, assertori della tariffa unica nazionale e della cancellazione dell’assurdo pregiudizio territoriale che penalizza Napoli. Un’iniziativa senza esito, per ora, ma che sembra non aver scoraggiato i parlamentari. «Riprenderemo la nostra battaglia sul caro-assicurazioni – assicura il deputato Pd Leonardo Impegnonon appena arriverà in aula il disegno di legge sul tema». L’intenzione di Impegno sarebbe quella di coinvolgere sull’argomento il premier Renzi, sollecitandolo ad intervenire forse attraverso una lettera.

Il ddl sulle assicurazioni dovrebbe approdare in aula tra qualche settimana. E tutto lascia pensare che, in quell’occasione, si ritornerà a parlare di tariffa unica nazionale sulle assicurazioni. Un argomento che coinvolge anche il Comune di Napoli, attraverso l’assessore alle Attività produttive, Enrico Panini, artefice di un dossier inviato al presidente dell’Anci Piero Fassino e alle direzioni delle regioni meridionali dell’associazione. «C’è un’aperta violazione del principio di uguaglianza – scrive Panini – e l’obiettivo è quello di fare rete con le regioni interessate auspicando iniziative condivise verso il governo alle quali siamo sin da subito disponibili a prendere parte». Un fronte unitario, dunque, viene invocato dal Comune e, come sempre, il muro da abbattere è quello della lobby delle assicurazioni.

Ma, stavolta, proprio da quella parte sembra aprirsi uno spiraglio. Oggetto della possibile svolta sono le scatole nere, lo strumento tecnologico, installato sulle auto, che ha provocato tante polemiche tra il governo e l’Ania. Proprio dalla Confindustria delle assicurazioni, in un dossier pubblicato sul suo sito internet, giunge una spiegazione sui vantaggi del dispositivo. I dati registrati dalle scatole – fanno sapere dall’Ania – possono essere impiegati per fissare tariffe personalizzate sullo stile del guidatore, ad esempio attraverso l’intensità delle accelerazioni o delle frenate. O anche dei modi di utilizzo della vettura da parte del conducente stesso, stabilendo se si tratti di un pilota più avvezzo a percorrere strade rischiose o più sicure. In ultima analisi, le caratteristiche del guidatore conterebbero finalmente di più del suo certificato di residenza. E l’antica discriminazione geografica risulterebbe finalmente accantonata. Una vera e propria rivoluzione, se fosse attuata.

Caute le associazioni dei consumatori. «Con le scatole nere – spiega il presidente regionale di Federconsumatori, Rosario Stornaiuoloè possibile abbattere il criterio geografico, introducendo quello della mutualità delle assicurazioni sulla base delle quote di rischio. L’Unipol sta già facendo qualcosa di simile. Ma bisognerà fare in modo che almeno l’80% degli assicurati sia provvisto di scatola nera, ma devono essere di serie, ovvero installate preventivamente sulle automobili. Le compagnie puntano a far pagare, invece, il dispositivo ai guidatori. Governo e Ivass – conclude – devono imporsi sulle compagnie».

Autore: Valerio Iuliano – Il Mattino Napoli

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.